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Simbolo della porta

Oltrepassare la porta, dal punto di vista iniziatico allude all’evoluzione spirituale, all’accesso ad un grado di conoscenza superiore, al raggiungimento della verità.
La porta evoca un passaggio, un punto di collegamento fra l’esterno e l’interno o fra dimensioni diverse. Per questo le porte dei templi in numerose tradizioni sono protette da Spiriti guardiani (draghi, cani, leoni), da divinità, santi o mostri, attenti a far accedere alla sapienza solo i puri di cuore.
In Cina, la porta si configura come una frontiera sacra: ogni abitazione è protetta dagli “dei delle porte” che hanno il compito di allontanare gli Spiriti malvagi. Si tratta di guerrieri dotati di arco e frecce dipinti sui battenti delle porte. In origine, dovevano impedire alle anime dei defunti di oltrepassare la “porta degli Spiriti” per tornare sulla terra e controllare che i viventi non fossero stati trascinati per errore nell’Aldilà. Gli dei delle porte più famosi si chiamano Yulei e Sen-Tsu.
Nei templi buddisti sono Inspiratore (raffigurato con la bocca chiusa) ed Espiratore (raffigurato con la bocca aperta): le loro statue a volte sono sostituite da quelle dei quattro Re Celesti, che sorvegliano i quattro punti cardinali.
Il Ro Stau, un santuario situato a Menfi, in Egitto, racchiudeva le porte dei corridoi che conducevano al mondo inferiore.
In India, Ganesha difende la porta della dea Parvati e il toro Nandin veglia sull’asceticismo di Shiva.
Nell’antica Roma, Giano bifronte era il dio delle porte, delle transizioni, dei passaggi, degli inizi e tutelava il primo mese dell’anno, Gennaio: con una faccia guardava il passato e con l’altra il futuro. Aveva  il compito di esorcizzare un periodo dell’anno in cui vecchio e nuovo si compenetravano. Ianus deriva dalla radice indoeuropea y-a, da cui il sanscrito yana (via) e il latino ianua (porta). Egli è colui che conduce da uno stato all’altro, l’iniziatore. Non a caso, un po’ ovunque nel mondo, le porte e le finestre vanno lasciate aperte al momento del parto per aiutare il bambino a venire al mondo, ad iniziare la sua vita.
Secondo la tradizione Greca, i sogni, usciti dalla dimora di Ipnos, passavano da due porte: una di corno per i sogni veridici, l’altra d’avorio, per i sogni menzogneri. Anche i due solstizi erano chiamati porte: “porta degli dei” quello invernale e “porta degli uomini” quello estivo.
Guénon sosteneva che questo simbolismo, che concerne una realtà di ordine iniziatico, si trovasse dappertutto trasmesso in modo continuo attraverso i secoli.
Una porta comunica messaggi diversi, a seconda che sia aperta o chiusa.
-Una porta aperta simboleggia un nuovo inizio. Mostra che c’è una via d’uscita e fa intravedere ciò che ci aspetta. Evoca l’accoglienza, la libertà, le opportunità.
-Una porta chiusa può rappresentare un vicolo cieco, trasmettere la sensazione di non avere scampo. Suggerisce idee di rifiuto, esclusione, imprigionamento. A volte richiama un simbolismo di protezione: difende la nostra privacy e tutela la casa dai malintenzionati.
Nella letteratura, le porte magiche sono numerosissime: come dimenticare, ad esempio, il famoso “Apriti sesamo” pronunciato da Alì Babà e le meravigliose avventure di Alice? In Italia poi, esistono almeno due porte leggendarie, la Porta Alchemica di Roma e quella del Diavolo a Torino.
Secondo il Feng Shui la porta d’ingresso è la “bocca dell’energia vitale”, il Chi. Affinché possa fluire liberamente, la porta dovrà aprirsi verso l’interno e lo spazio circostante dovrà essere ben pulito e ordinato. Il legno va preferito al vetro e le dimensioni della porta devono essere proporzionate. Quando la porta d’ingresso non si apre completamente a causa di qualche impedimento (scatole, casse, scope ecc.), stiamo bloccando l’arrivo di nuove opportunità nella nostra vita. Anche gli specchi di fronte alla porta rimandano all’esterno l’energia positiva e andrebbero spostati.
La porta d’ingresso dovrebbe essere rivolta verso la strada in modo che l’energia e le occasioni favorevoli possano raggiungere  senza intoppi la nostra casa.
Nei sogni, la porta descrive lo stato di apertura (o chiusura) della nostra anima. A seconda che sia aperta o chiusa, può simboleggiare un nuovo inizio o un ostacolo da superare. Rappresenta la capacità di esplorare le opportunità della vita e di accettare le sfide del futuro (considera le tue sensazioni personali).

Bibliografia:

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