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Consulto tarologico


Il Tarocco è un insieme di carte da gioco, originariamente usate dagli zingari – ci sono esemplari spagnoli, se ricordo bene, – che risalgono al 15° secolo. Queste carte sono realmente all’origine del nostro mazzo di carte, in cui il rosso e il nero simboleggiano gli opposti, e la divisione in quattro – fiori, picche quadri e cuori – appartiene anch’essa al simbolismo dell’individuazione. Esse sono immagini psicologiche, simboli con cui si gioca, come l’inconscio sembra giocare con i suoi contenuti. Esse si combinano in certi modi, e le differenti combinazioni corrispondono al giocoso sviluppo degli eventi nella storia dell’umanità. Le originali carte del tarocco consistono delle carte ordinarie da gioco, il re, la regina, il cavaliere, l’asso ecc, – però le figure sono in qualche modo differenti – e inoltre, ci sono ventuno carte sulle quali ci sono simboli, o raffigurazioni di situazioni simboliche. Per esempio, il simbolo del sole o il simbolo dell’uomo appeso per i piedi, o la torre colpita dal fulmine, o la ruota della fortuna, e così via. Queste sono una sorta di idee archetipiche, di natura differenziata, che si mescolano ai componenti ordinari del flusso dell’inconscio, e perciò è adatto ad un metodo intuitivo che ha lo scopo di comprendere il flusso della vita, forse anche predire eventi futuri, eventi che si presentano alla lettura delle condizioni del momento presente. É in tal modo analogo all’ I Ching, il metodo divinatorio cinese che permette quanto meno una lettura della condizione presente. Vedete, l’uomo sempre ha sentito la necessità di trovare un accesso attraverso l’inconscio al significato di una condizione presente, perché c’è una sorta di corrispondenza o somiglianza fra la condizione prevalente e la condizione dell’inconscio collettivo.”
C.G. Jung

Un po’ di storia
I Tarocchi intesi come strumento divinatorio, acquistano popolarità verso la fine del Settecento, grazie all’archeologo e massone Antoine Court de Gébelin.
Lo studioso, affermava che il termine “Tarocco” derivasse dall’egizio “Ta-Rosch” , ovvero Scienza di Mercurio.
Speculazioni, riprese da Jean Francois Alliette, che creò il “Libro di Thot”, apportando numerosi cambiamenti all’iconografia degli arcani.
L’aspetto mistico dei Tarocchi, in seguito, venne approfondito e rielaborato da Eliphas Levi, che associò i ventidue Arcani maggiori alle lettere dell’alfabeto ebraico e ai sentieri dell’Albero della Vita.
Iniziati, scuole esoteriche, o semplici artisti, diedero poi vita a un’infinità di mazzi, diversi per colore, simboli, numerazione e significati.
Recentemente, il poliedrico Alejandro Jodorowsky, dopo un lungo percorso di studi e osservazioni, ha restaurato i “Tarocchi di Marsiglia”, conferendo al gioco un’impronta psicologica e rinnovata popolarità.

Tarocchi specchio dell’Anima
I Tarocchi sono un sistema in grado di racchiudere tutte le sfaccettature dell’essere umano, i vizi, le virtù, i desideri, modelli che si ripetono e fanno parte dell’inconscio collettivo. Questa sorta di gigantesca “struttura ereditaria”, durante la lettura delle carte, permette al nostro inconscio di ricevere le immagini e i simboli di cui necessita per evolvere e allo stesso tempo, consente alla parte conscia, razionale, logica, di ragionare su tali contenuti.
I Tarocchi, possono “portare a galla”, ferite, condizionamenti, bisogni inespressi o qualsiasi altra istanza di cui siamo inconsapevoli.
Durante l’analisi tarologica, scegliamo di essere “folli”, poiché solo un folle accetterebbe di immergersi in un gioco del tutto irrazionale, per trovare un’indicazione o una risposta ad un problema che lo affligge. Eppure, è proprio ricreando il Caos, aprendo la mente e rompendo consensualmente i limiti della razionalità, che l’energia immensa degli archetipi può comunicare con noi e aprirci nuovi orizzonti.
Del resto “Il Matto” è la figura che apre i Tarocchi. Perché un pazzo e non un saggio?.
Il suo messaggio più importante, consiste nel ricordarci che se vogliamo agire nel mondo, dobbiamo far esplodere la percezione dell’io che ci è stata imposta fin dall’infanzia e si rifiuta di cambiare. Il Matto è una figura esiliata dalla società, dalle regole, dai condizionamenti, agisce spontaneamente, vede il mondo con occhi sempre nuovi.
Nel corso del mio cammino, io stessa mi sono dovuta scontrare con i limiti e i timori ereditati dalla religione nell’approcciarmi ai Tarocchi.
Eppure studiando, maturando, immergendomi in quella che è sempre stata la mia vocazione fin da bambina, ho capito che non c’è nulla da temere.
I Tarocchi sono un valido strumento per analizzare il presente e quasi mai, definiscono un futuro certo. In sostanza, è come mettersi nudi, di fronte ad uno specchio e guardarsi per la prima volta, oppure perdere una chiave e ritrovarla. Ma solo noi possiamo aprire la porta. Solo noi possiamo cambiare, liberarci, o anche decidere di rimanere esattamente nella situazione in cui siamo.
Al di là del responso, le scelte dipendono da noi, dal nostro vissuto e dal nostro livello di consapevolezza.

Su di me
10622841_830828930333211_818614506770875933_nMi sono avvicinata al mondo dei Tarocchi quando avevo solo otto anni, dal momento che mia sorella ne collezionava una grande quantità. Ovviamente, non mi era permesso toccarli, ma appena usciva di casa, sgattaiolavo nella sua stanza, sceglievo il mazzo che mi piaceva di più e passavo le ore ad osservare quei strani personaggi e a inventare mille storie.
In particolare, prediligevo i “Tarocchi di Romeo e Giulietta” di Scapini, con le loro “dame sognanti” e i bei riflessi dorati.
Crescendo, ho studiato ed utilizzato mazzi ideati da diversi autori, fra i quali Wirth e Waite. Durante l’adolescenza invece, la mia passione erano le Sibille, di cui apprezzavo la chiarezza nell’analisi delle situazioni quotidiane.
Oggi, per le mie letture, mi avvalgo dei saggi Marsigliesi, e dal momento che mi piace sperimentare, anche di carte che raffigurano piante, cristalli, fate e angeli, simboli luminosi che ben rappresentano il mio amore per le conoscenze spirituali e la natura.
Quello che ho capito con una discreta certezza, è che la lettura dei Tarocchi, non è qualcosa che si può improvvisare. E’ un sistema perfetto nelle sue corrispondenze e mi ci sono voluti 22 anni (numero simbolico) di prove, errori, rinunce, autoanalisi, dubbi, per riuscire a dialogare correttamente con “loro” e apprezzare l’enorme ricchezza che avevano da offrirmi.
Ho studiato numerologia, astrologia, approfondito le mie conoscenze sui simboli, sulla mistica egizia, ebraica e molto altro, come potete vedere visitando il sito.
Ciò che intendo dire, è che senza una visione complessiva e soprattutto libera da condizionamenti, difficilmente si può essere validi interpreti della realtà umana.
Lungi da me “sentirmi arrivata”, c’è sempre da imparare.
Il lavoro con i Tarocchi è anzitutto personale, prima che collettivo: se la mia mente fosse piena di pregiudizi, quali responsi potrei fornire a chi sceglie di rivolgersi a me?.
Se hai piacere di scoprire il significato di un Arcano, sperimentare questo antico, folle, gioco o semplicemente provare ad analizzare una situazione in modo diverso, contattami qui.

Lux

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