L’Immacolata Concezione


tumblr_md6id8okAU1r1dcs8o1_1280Secondo una credenza ispirata al Vangelo dello Pseudo Matteo, Anna avrebbe concepito Maria senza intervento umano. Una prima versione della leggenda si può riscontrare nel Protovangelo di Giacomo, risalente al secondo secolo.
Nell’Ottocento, Pio IX con la bolla Ineffabilis Deus, proclamò che la Vergine era stata preservata immune da ogni macchia della colpa originale. Con la nascita di Maria si accende un fuoco simbolico nella notte dell’attesa, certezza nella futura nascita del Sole di giustizia, simboleggiata dal solstizio invernale. Per questo motivo ancora oggi in varie città italiane si accendono falò nella sera dell’Immacolata come a Chiaravalle Centrale, in provincia di Catanzaro; oppure si illumina il cielo notturno con fuochi d’artificio come a Palermo. Una delle manifestazioni più significative si svolgeva a San Cataldo in provincia di Caltanissetta: il 7 dicembre i notabili del luogo andavano nelle campagne a cogliere grossi rami di lauro con le loro fronde, poi li trasportavano in una casa e ne strappavano i rametti che gettavano dal balcone ai paesani. I più veloci s’impossessavano di un rametto col quale partecipavano, la sera seguente, alla processione in onore della Madonna, illuminata da fiaccole e lumini: quei rametti di lauro erano il simbolo del Salvatore di cui Maria era figlia e madre nello stesso tempo. Due giorni dopo, il 10 dicembre si celebra nelle Marche la solennità della Beata Vergine Maria di Loreto. All’inizio si venerava una tavola dipinta, poi sostituita dalla Madonna nera. La Casa della Madonna è una ierofania misteriosa, un luogo sacro che sprigiona energie spirituali; in pochi sanno che il nome Loreto deriva da Lauretum, che significa boschetto di lauri, simboli solari di vittoria e regalità.
L’alloro era la pianta sacra ad Apollo, dio del Sole da non intendersi semplicemente come astro ma quale manifestazione visibile della divinità. Quale solennità poteva meglio introdurre il mistero del Sole nascente, se non questa?

Bibliografia:

Lux


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