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Le Madonne Nere

“Non vogliate stupirvi ch’io sia scura, perché così m’ha colorito il Sole, sono nera, ma bella tra le figlie di Gerusalemme” (Cantico dei Cantici, 7).

 
Nell’antichità il simbolismo del colore nero era collegato ai concetti di rigenerazione e guarigione, all’universo ctonio, all’utero primordiale. Il nero sottende al non manifesto, al seme che giace nella Terra in attesa di germogliare.
Il culto delle Madonne nere risale alle Matres ed è di origine remota. La Grande Madre era rappresentata da una pietra scura e molte divinità femminili come Iside (vergine nera paritura), Venere (Melaenis, la nera), Artemide (Scotia, la scura), Demetra (Madre nera) ereditarono, di riflesso, la pelle nera.
Queste misteriose Vergini celano un antico messaggio iniziatico. Sotto le cripte di numerose cattedrali gotiche si trovano grotte dolmeniche, antichi centri di culto dei druidi, situate nelle zone d’incrocio delle correnti telluriche simboleggiate dai serpenti. La Terra era considerata come un organismo vivente e come tale riceveva nutrimento da una serie di arterie sotto la sua superficie.
I punti d’incontro di queste arterie divenivano luoghi di potere sacri, punti di energia. Tra questi punti possiamo ricordare: Cahrtres, Le Puy e Avioth, Luneville.
Talvolta le “Nere” furono raffigurate nell’atto di schiacciare un serpente…
In epoca cristiana le statue di Iside furono collocate nelle grotte e divennero le Vergini Nere; ricche di significati ermetici (Al Kemit significa terra nera) in alchimia il nero è il colore della materia prima necessaria alla trasmutazione interiore.
Altri santuari si trovano presso Le Puy, Arles e Montpellier. Le donne sterili si rivolgono alla Vergine di Manosque o di Avioth; i ciechi e coloro che soffrono di malattie degli occhi invocano la Madonna di Liesse, di Serrigny e Vichy; i malati di morbi epidemici pregano le Vergini di Maillane, Noves, Banyus, St. Pardoux o di Chatreix, Josselin, Limoux e Marsiglia. In Spagna è famoso il santuario di Monserrat. Spesso queste cattedrali riproducono  la costellazione della Vergine (o di Cassiopea) nei pavimenti o nelle volte.
Questa costellazione e quella della Vergine sono perfettamente collegabili con la regina etiopica della sfera celeste.
In Italia i principali luoghi di culto delle Vergini Nere sono: i santuari di Oropa e Loreto, il santuario della Madonna di San Luca a Bologna, il santuario della  Nera di Pralongo (Monastier di Treviso). Una Madonna Nera è presente anche a Verona nel Santuario del Monte Baldo.
 
Nota:
Spesso questi Santuari sorgono in luoghi montuosi, antiche foreste, accanto a sorgenti d’acqua (in genere miracolose).
 
 
 

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