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Il significato simbolico della mela: il frutto della Dea Madre e della misteriosa Avalon che nutre gli spiriti

Simbologia planetaria: Venere

Il melo è l’albero della conoscenza che conduce all’immortalità. I suoi frutti sono sacri ad Era, una delle epifanie della Grande Madre, Colei che governa la vita e la morte.
Nelle tradizioni celtiche la Dea era raffigurata come una fanciulla su un cavallo nero con una mela d’oro fra le mani.
Nell’antica Roma, la dea Diana, protettrice delle arti magiche e della fertilità, veniva festeggiata il 13 agosto con libagioni di sidro.
A livello esoterico, la mela racchiude una stella a cinque punte formata dai semi, quindi rappresenta il sapere che rende liberi.
Sacro ai poeti, il melo custodiva le chiavi per accedere agli Altri Mondi e profetare. Chiunque osasse abbatterne uno era punito con la morte.
La mitica Avalon, nota anche come Avallach, l’isola delle mele, era governata dalla Regina delle Fate, Morgana.
I Celti attribuivano alle mele poteri di guarigione e rinascita. Il melo è uno degli alberi magici che fanno parte dell’alfabeto Ogham (Quert). Si narra che Merlino svolgesse le sue lezioni di magia proprio sotto un melo.
Il dio Lugg rivelò ai suoi figli l’esistenza di alcune mele magiche capaci di preservare in eterno la salute e la prosperità.
Nella mitologia bretone la mela è il frutto che “la Signora dell’Altro Mondo” offre a chi si accosta ai misteri della morte. Spesso, le mele erano consumate a scopo rituale prima di interrogare gli oracoli.
Grazie alle sue proprietà benefiche la mela simboleggia il rinnovamento perpetuo e a Samhain (detto anche festa delle mele) si dona simbolicamente agli spiriti dei trapassati che si uniscono a noi. Ancora oggi si usa collocarle sulle tombe come offerta.
In Scozia, quando si raccolgono le mele, se ne lasciano sempre alcune sull’albero affinché le anime dei bambini che stanno viaggiando verso questo mondo, anche in inverno, possano trovare di che nutrirsi per nascere sani e forti.
Il legno del melo fa parte dei 9 legni sacri che i druidi usavano per accendere i fuochi durante le cerimonie rituali.
In numerose ballate e leggende inglesi si parla di una Regina delle Fate che può trattenere i mortali nell’Aldilà offrendo loro un pezzo di mela.
I rami del melo anticamente erano considerati dei veri e propri portafortuna. Si usavano sia per creare dei ciondoli da portare al collo, sia per la creazione di bacchette magiche.
La mela, associata alla dea Venere, trova largo impiego negli incanti e nelle divinazioni d’amore. Secondo la tradizione, se tagliate una mela in due parti, contate i semi e sono in numero pari, allora vi sposerete presto. Avete accidentalmente tagliato un seme? Allora significa che vivrete una relazione travagliata. Due semi tagliati annunciano vedovanza. Semi in numero dispari indicano che le nozze sono ancora un sogno lontano.
Si dice che per tenere lontana la febbre sia sufficiente mangiare una mela al giorno.
Per propiziare la guarigione delle persone, in passato, si prendeva una mela e si divideva in tre parti. Ciascuno dei tre spicchi doveva essere strofinato sulla parte del corpo malandata. Poi venivano sepolti quando la luna era calante, così da bandire per sempre il disturbo. Questo incanto probabilmente è connesso alla Triplice Dea:

«Diana in the leavës green,
Luna that so bright doth sheen,
Persephone in Hell.
»

Le mele sono strettamente legate ai Druidi nel loro aspetto di sciamani, in particolare quando subiscono una trasformazione o viaggiano nell’Oltremondo. Nell’antica Silesia (ora parte della Polonia), il melo era l’albero dei sogni: si credeva che appisolarsi sotto i suoi rami favorisse i sogni premonitori. Le ragazze la vigilia di Capodanno, erano solite mettere un rametto di melo sotto il cuscino per conoscere il volto del futuro marito.
La chiesa nel Medioevo credeva che una mela, appositamente stregata, potesse causare vere e proprie possessioni demoniache.
In passato le persone erano solite strofinarle con forza prima di addentarle, in modo da scacciare eventuali spiriti malvagi. La favola di Biancaneve, neanche troppo fra le righe,  insegna che le mele possono essere usate come “mezzo” per trasferire un certo tipo di intenzioni ed energie da una persona all’altra.
Le mele sono tradizionalmente impiegate nella “Dumb Supper“, la silenziosa cena dei morti di Samhain. I partecipanti scelgono un posto per gli antenati (in genere a capotavola) e lo apparecchiano utilizzando delle stoviglie rotte. Durante la cena è proibito parlare. Dopo che la cena è finita, il cibo avanzato viene portato fuori, nei boschi, affinché gli spiriti lo consumino (sempre nelle apposite stoviglie). Usanze simili sono presenti anche in Italia, nelle Dolomiti.
Una volta, tutte le mele rimaste sugli alberi dopo Samhain venivano lasciate agli spiriti.
La notte di Samhain le mele si usavano per un particolare tipo di divinazione: le ragazze ne sbucciavano una davanti allo specchio, poi gettavano la buccia sopra la spalla sinistra. Una volta a terra la forma assunta dalla buccia avrebbe rivelato l’iniziale del nome del futuro sposo. Nelle credenze popolari il melo è l’albero dell’amore e, in certi riti mantici, il suo frutto presiede alla scelta dell’innamorato.
I significati incrociati della mela di Adamo, di Eris o di Biancaneve, derivano tutti da una stessa logica: la mela è il frutto del desiderio, che si rivela, sia nella sua dimensione positiva (accesso alla conoscenza, superamento della propria condizione), che nella sua pericolosità (costo simbolico della rivelazione).
La mela è l’agente della morte simbolica (perdita della condizione profana) e della seconda nascita (accesso alla condizione sacra). Poiché il passaggio comporta un pericolo, la mela ne rivela i rischi connessi: la cacciata di Adamo ed Eva, la guerra di Troia, la morte apparente di Biancaneve.
Nella tradizione greco romana la mela è simbolo di immortalità: i pomi d’oro sono custoditi dalle Esperidi. Nei miti scandinavi le mele d’oro della dea Idhunn donano l’eterna giovinezza agli dei.
In Cina il fiore del melo è associato al lutto poiché i suoi petali sono molto delicati e cadono in fretta.
L’olio essenziale di mela si usa per espandere la propria comprensione delle cose occulte e dedicarsi all’introspezione. Aggiungere all’acqua del bagno 13 gocce del rimedio di Bach Crab Apple (melo selvatico) aiuta a rafforzare la propria autostima e allontana i pensieri di fallimento e vergogna.
Non deve stupirci che la mela fosse considerata un frutto magico: contiene fino all’85% acqua, sostanze minerali e saline, vitamine, flavoni, pectine, acidi organici,enzimi, tannini, fibre. Diuretica, calmante e lassativa, purifica l’organismo dalle scorie nocive e abbassa i livelli di colesterolo e di zucchero nel sangue. Il succo di mela giova nei casi di gotta, gastrite, ulcera e colite. Il termine pomata deriva proprio dalla parola pomo. In origine infatti, si otteneva mescolando la polpa grattugiata della mela col grasso di maiale e, applicata su ferite, piaghe e ragadi, svolgeva una funzione battericida. Il succo di mela fresco svolge un’azione tonificante sulla pelle del viso. Ad oggi, esistono più di mille varietà di melo.

Usatela per: guarigione, divinazione, come offerta per i defunti, portafortuna, incanti d’amore.

Se vi affascina Avalon e volete approfondire i suoi misteri vi consiglio di leggere questo libro:

   

Bibliografia:

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