Vite


Simbologia planetaria: Plutone

LEONARDO-Bacco-1510-1515-LargeL’istinto della vite è quello di serpeggiare per terra e avvolgersi ad altre piante. Non a caso il suo nome deriva dal latino viere, intrecciare. La vite è una pianta ctonia che striscia con le sue radici dalle profondità della terra fino alla luce del cielo e che spostandosi con la sua luce distilla dagli inferi e dal sole un succo dolcissimo, un sangue della terra, un’acqua di vita. Presso i Sumeri la vite era chiamata l’erba della vita. La prima cosa che fa Noé scampato dal Diluvio Universale è quella di piantare una vigna. Nella tradizione ebraica la vite è l’albero della conoscenza e in quella greca parimenti, poiché secondo il mito la vite è Dioniso, il dio che quando si guarda allo specchio vede l’intero mondo. Bacco è il dio dell’estasi che ricongiunge l’uomo alla sua natura divina.
Ma Dioniso resta pur sempre un dio infero e la vite che nasce dalle sue membra porta con sé le ombre della verità. Il vino può scatenare le passioni primordiali, aprire le porte degli inferi, sollecitare gli istinti, come succede alle baccanti in preda a follia dionisiaca. Dallo scempio delle sue membra Dioniso rinasce, così come i frutti schiacciati e spappolati fermentano nuova vita, un’acqua di vita, uno “spirito”.
Il ciclo della vite e del vino è quindi l’allegoria di Dioniso: della sua nascita, morte e resurrezione. Secondo Mircea Eliade, la vite è l’espressione dell’immortalità mentre il vino rappresenta la gioventù e la vita eterna. Nell’Antico Testamento si narra che durante la marcia per la Terra promessa, Mosè inviò alcuni esploratori verso il paese di Canaan. Questi vi tagliarono un tralcio con un grappolo d’uva che trasportarono in due reggendolo su una stanga. Quel grappolo sospeso per i cristiani divenne la profezia del Cristo: il grappolo sospeso al legno della Croce, il cui sangue diventa bevanda di salvezza per quanti credono. Nel Nuovo Testamento è lo stesso Cristo a definirsi vite affermando: “Io sono la vite e il Padre mio è il vignaiolo”. Il pane e il vino, cioè il succo della vite, per i cattolici non hanno un valore simbolico, ma sono il Corpo e il Sangue del Figlio di Dio incarnato.
Nel mandeismo, il vino è l’incorporazione della scintilla divina, della sua sapienza e purezza. La vite era sacra anche ai Druidi e nel calendario celtico indica il mese che va da 2 al 29 settembre e comprende l’equinozio d’autunno. Nelle allegorie rinascimentali la vite è simbolo di allegria, affetto coniugale e amicizia.
L’uva, ricca in sali minerali ha proprietà dissetanti, purificanti e nutrienti. E’ indicata per contrastare le malattie del sistema venoso, le emorragie e i disturbi della menopausa. L’olio di vinaccioli dona elasticità alla pelle, mentre le proantocianidine contenute nei semi dell’uva limitano gli effetti collaterali delle chemioterapie nei malati di cancro. Esiste anche una cura/dieta dell’uva, detta ampeloterapia, il cui obiettivo è la disintossicazione dell’organismo.
La Vite fa parte dei rimedi di Bach (Vine)  ed è utile a smorzare le intemperanze tipiche delle persone orgogliose, aggressive e che non considerano mai le opinioni degli altri.

Curiosità: Secondo Ovidio, Dionisio (Bacco), addolorato per la morte del suo amante Ampelo, lo trasformò nella stella Vindemiatrix. Il nome Vindemiatrix significa “la vendemmiatrice”. Ai tempi dell’Impero Romano la stella sorgeva alle prime luci dell’alba verso la fine di agosto e per questo segnava il momento della vendemmia. A causa della precessione degli equinozi la stella non sorge più alla fine di agosto. Oggi il suo posto è occupato dalle stelle del Leone

Usatela per: fare vini medicati o vini incantati.

Pietre da associare alla vite: ametista, crisocolla, pirite, morganite, lepidolite, rubino.

Bibliografia:
Florario di Alfredo Cattabiani
La dea bianca. Grammatica storica del mito poetico di Robert Graves
Erboristeria planetaria. Proprietà curative e simbologia delle piante. Ediz. illustrata

 

 

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