Pino


Simbologia planetaria: Saturno – Mercurio

pino-silvestreI pini in Grecia erano consacrati a Rea, che rappresentava la totalità e racchiudeva in sé le coppie di opposti, configurandosi come l’androgina dalla quale scaturiva la creazione.
Sempreverde, è il simbolo dell’immortalità, tanto che la sua resina veniva usata per purificare, sterilizzare, imbalsamare qualcosa che si voleva resistesse al tempo. La sua resina era usata anche negli incensieri per purificare lo spazio sacro del tempio, per evocare l’eterno. Gli alberi, che ne sono ricchi, venivano impiegati com533610_609045035794663_337652547_ne alberi funerari o natalizi. Le lacrime di resina del pino sono il sangue di Attis, secondo un mito greco. Un giovane bellissimo di cui si invaghì Cibele e divenne sacerdote di un suo tempio con voto di castità. Ma Sangaride, una ninfa seduttiva, lo indusse a rompere il voto. Cibele, adirata, abbatté l’albero cui era legata la ninfa e Attis, pazzo di dolore si evirò. Morì dissanguato ma Giove ne ebbe compassione lo trasformò nel pino immortale. Saturno, ne divenne il protettore.
Il dottor Bach usa i fiori del pino (pine) per coloro che tendono ad autodistruggersi per i loro sensi di colpa, che si sentono colpevoli di aver infranto una regola o un voto. Attis/pino può insegnare che dal pentimento e dal perdono si può rinascere puri e profumati come lui.
Ci sono almeno settanta specie di pino, piante sobrie, longeve e che si accontentano di terreni poveri. Se ne ricavano dagli aghi e dalle gemme tisane, oli essenziali e gemmoderivati dalle qualità balsamiche, antisettiche, espettoranti, antinfiammatorie, e dinamizzanti, che trovano applicazione nelle malattie dell’apparato respiratorio e osteoarticolare. pineal5Il pino era un elemento del tirso dionisiaco che simboleggiava la fecondità, la resurrezione e l’immortalità: veniva usato nelle celebrazioni dei misteri di Dioniso a Eleusi, nelle feste dedicate alla Grande Madre e ad Ermes.
In Oriente, gli Immortali taoisti si nutrono di resina e di aghi. Si dice che la resina, penetrata nel sottosuolo, dopo mille anni produca il fu-ling, un fungo che dona la vita eterna. In Giappone si usa il legno di pino per costruire i templi shintoisti e gli strumenti rituali. Nelle cerimonie nuziali rappresenta la costanza dell’amore coniugale. Durante il loro Capodanno, i Giapponesi sistemano ai lati dell’uscio delle case due pini delle stesse dimensioni per onorare i Kami, le tante divinità shintoiste che governano le sfere del visibile e secondo la tradizione vivono proprio all’interno dei pini. In Cina, quest’albero viene raffigurato alle porte dell’Immortalità e compone la triade della Longevità assieme al fungo e alla gru, oppure con il bambù e il pruno.
Nei primi secoli della cristianità, il pino fu considerato una pianta malefica poiché era associato a divinità pagane (Pan, Dioniso e Attis).
Le fronde di pino favoriscono la prosperità economica.
L’olio essenziale contrasta lo stress, la diminuzione della libido ed è un antisettico delle vie urinarie. Potete usarlo per purificare gli ambienti dalle energie negative.
La sua resina può essere bruciata in tutte le celebrazioni che implicano il risveglio della luce, della vegetazione e dello Spirito. La notte di Calendimaggio prendete un sacchettino di cotone verde e metteteci dentro: tre rametti di timo, un’agata verde, tre foglie d’alloro e tre fronde di pino silvestre. Chiudete con un nastro dello stesso colore e pensate a quali progetti vorreste concretizzare. Questo amuleto vi aiuterà a realizzarli. Tenetelo in casa.

Curiosità: i pinoli si usano negli incanti per attrarre la prosperità economica. I Romani li mangiavano per incrementare la loro forza e il vigore fisico. In Oriente è tradizione consumarli per proteggere i legami d’amore ed amicizia.

Usatelo per: purificare la casa, attrarre prosperità, proteggere i legami sentimentali e le amicizie, accettare i nuovi inizi, ritrovare la forza interiore, concretizzare un progetto.

Pietre da associare al pino: ambra, rubino, crisocolla, onice, pirite, malachite, ametista, quarzo ialino.

Bibliografia:
Florario di Alfredo Cattabiani
Erboristeria planetaria. Proprietà curative e simbologia delle piante. Ediz. illustrata

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