Betulla


Simbologia planetaria: Venere – Saturno

La Betulla è una “fanciulla del nord”. Il suo nome deriva da bitumen, il catrame che i Galli ricavavano dalla sua corteccia per vari usi. Nell’Europa centro-settentrionale, fino alla Siberia il suo nome deriva da una radice indoeuropea: bhrig-bherek (luminoso) da cui proviene anche Brigida, in nome di una santa nordica ma, ancor prima, di una dea della vegetazione. Presso queste popolazioni la betulla era l’albero cosmico che unisce il cielo luminoso e la terra, ed era usato nei rituali primaverili, quando dopo la lunga notte invernale, il sole tornava a inondare dei suoi raggi il pianeta e a stimolare la vegetazione. Gli inglesi la chiamavano “la signora dei boschi” e i russi “l’albero delle fanciulle”.
Presso i Celti, la Betulla era l’albero degli inizi, per questo ogni famiglia costruiva le culle dei neonati col suo legno. I contadini scacciavano il vecchio anno usando rami di betulla.
Il giovedì prima delle Pentecoste, gli abitanti delle regioni del Nord Europa, si recavano nei boschi e abbattevano una giovane betulla, che vestivano come una donna. Veniva portata in processione nei villaggi e gettata in acqua per propiziare la fertilità dei campi e del bestiame.
Presso i popoli slavi l’albero era associato alla leggenda delle Rusolski, ninfe degli stagni e dei laghi che a tarda primavera, uscivano dalle acque indossando lunghe vesti bianche e col loro fascino attiravano i viandanti che, non potendo resistere, venivano catturati e uccisi. Per scongiurare questo pericolo, gli abitanti dei villaggi, alla vigilia di Calendimaggio, tagliavano una betulla e la ponevano al centro del paese cantando e ballando. La pianta veniva bruciata e le sue ceneri erano sparse nei campi.
In Russia, sostengono che per avere fortuna e prosperità bisogna collocare due betulle vicino alla porta di casa. A chi attraversa un periodo di crisi esistenziale, bisognerebbe regalare un ramo di betulla, per aiutarlo a districarsi dalle difficoltà della vita.
In Danimarca i morti venivano ricoperti con rami di betulla prima della sepoltura, per proteggerli dagli spiriti malevoli e facilitare il loro viaggio nell’Aldilà.
Si tratta di una pianta tra Venere e Saturno, i due pianeti che governano l’equilibrio del segno della Bilancia. Nel nostro cielo interiore la bilancia simboleggia il rapporto con l’altro. Il simbolo di questo segno suggerisce l’idea che sia possibile raggiungere un equilibrato rapporto col prossimo a patto che io dia a lui lo stesso peso, la stessa considerazione che do a me. Questo segno ci dice che alla base di un rapporto armonioso dev’esserci il cuore, la capacità di sentire l’altro ed entrare in empatia con lui, ma anche di mantenere al contempo una certa distanza, di rispettare il nostro spazio e il suo senza appoggiarci a lui. Di stare ben sorretti dalla nostra spina dorsale, simboleggiata da Saturno, pianeta in esaltazione nella Bilancia. La bilancia del nostro corpo sono i reni: i suoi filtri ne preservano l’equilibrio tra liquidi e sali.
In fitoterapia, le foglie di betulla svolgono un’azione diuretica e antisettica delle vie urinarie e sono impiegate per contrastare l’ipertensione e la ritenzione idrica. La linfa di betulla, ha la capacità di disintossicare l’organismo, oltre ad essere analgesica e antiinfiammatoria. Le sue foglie a forma di cuore sembrano conservare un’antica saggezza.

Curiosità: mettere una foglia di betulla sotto il cuscino il settimo giorno di luna crescente vi farà sognare il vostro futuro marito.

Usatela per: allontanare la tristezza, fugare gli incubi, rendere saldi i legami sentimentali, propiziare i nuovi inizi, proteggere la casa, superare le difficoltà.

Pietre da associare alla betulla: pirite, quarzo, apofillite, malachite, selenite, crisocolla, calcite, fluorite, adularia.

Bibliografia:
Florario di Alfredo Cattabiani
La dea bianca. Grammatica storica del mito poetico di Robert Graves
Erboristeria planetaria. Proprietà curative e simbologia delle piante. Ediz. illustrata

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