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La struggente bellezza dell’anemone: il fiore della rinascita. Simbolo, significato e leggende

Simbologia planetaria: Venere

L’anemone sboccia dalla primavera all’autunno (a seconda delle varietà). Ha vita breve perché il vento lo priva quasi subito dei suoi petali (anemos in greco significa vento).
Un mito narra che Anemone era una ninfa della corte di Chloris, la dea dei fiori. Zefiro e Borea si invaghirono di lei e Chloris, indispettita, decise di trasformarla in un fiore.
Secondo un’altra leggenda Adone era l’amante di Afrodite, morto per volere del gelosissimo Ares, tramutatosi in cinghiale.
Furono proprio questi racconti a donare all’anemone un simbolismo funerario. Gli Etruschi lo coltivavano vicino alle tombe mentre in Siria era associato a Tammuz, il dio che moriva ogni anno all’inizio della Canicola per risorgere sei mesi dopo.
Proprio all’inizio della Canicola venivano piantati i giardini di Adone, pianticelle di anemone coltivate in cestini che crescevano per otto giorni sulle terrazze delle case. I teneri getti, disseccati dal sole rappresentavano la vita effimera di Adone.
Ad Atene, le Adonie, era una festa che si svolgeva in privato e vedeva protagonisti le cortigiane, gli amanti e gli androgini. La celebrazione si diffuse in tutto il Mediterraneo, dove nel III secolo avanti Cristo divenne uno spettacolo che si svolgeva in tre atti nei santuari. Nel primo, due amanti rappresentavano Afrodite e Adone. Poi si svolgeva una vera e propria processione funebre: le donne reggendo una piccola statua di Adone si recavano sulla spiaggia gettando nel mare i giardini e le statuette. Ad Alessandria la festa si concludeva con un ultimo atto: Afrodite risaliva dagli inferi annunciando che aveva ritrovato colui che cercava. I Cristiani in seguito, cominciarono a utilizzare i Giardini di Adone durante la Settimana Santa, adattandone il simbolismo.
L’anemone rosso ancora oggi in Francia è detto “Sangue di Dio”.
Plino il Vecchio riferiva che i Magi raccomandavano di raccogliere il primo anemone dell’anno, di chiuderlo in un sacchetto di tela rossa e legarselo al collo come amuleto quando ve ne fosse bisogno, in modo da scongiurare la febbre e il malocchio.
Tutt’oggi i graziosi e delicati anemoni si usano per favorire la protezione e la guarigione delle persone. Si dice che piantare l’anemone rosso nel proprio giardino tuteli la casa da ogni male.
Associati ad Osiride e al ritorno della Luce, evocano il trionfo delle forze benefiche sull’oscurità.

Curiosità: si tratta di una pianta tossica che irrita le mucose, soprattutto degli animali. Una volta essiccata, invece, l’anemone ha proprietà antidepressive per il sistema nervoso e lenitive per l’apparato urinario e digerente. La specie di anemone più utilizzata è quella nemorosa: allevia gli stati depressivi, i disturbi del sonno, le malattie di origine infiammatoria come cistiti, gastriti e otiti.

Usatelo per: proteggere voi stessi e la vostra casa, per favorire la guarigione, come amuleto.

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