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Camelia: la pianta regina della primavera

Simbologia planetaria: Luna
La Camelia japonica è un arbusto che genera fiori meravigliosi. La sua comparsa in Europa si deve ad un errore: gli inglesi avevano chiesto delle piante da tè ai Cinesi i quali, temendo la concorrenza, inviarono le camelie ornamentali che in cinese si chiamavano T’e.
I Giapponesi la consideravano il simbolo della vita stroncata a causa del fiore che si distacca intero dallo stelo invece di cadere petalo dopo petalo. Come tutte le piante associate alla Grande Madre Luna, ha ispirato anche un simbolismo opposto, quello della longevità, poiché vive a lungo e resiste anche a temperature proibitive.
In Cina come in Giappone, le sue varietà più belle erano riservate ai nobili.
Un’antica leggenda narra che Bodhidharma, un principe del sud dell’India divenuto monaco, giunse in Cina per diffondere una tecnica di meditazione buddhista. Meditava per ore immobile davanti ad un muro, ma i primi discepoli cadevano addormentati. Vedendo questo, il principe si strappò le palpebre che, cadute in terra, generarono le camelie. Le loro foglie, preparate in infuso, rinvigorirono i discepoli che riuscirono a completare gli esercizi. La Camellia sinensis a differenza della japonica è forse la meno conosciuta da tutti noi e al tempo stesso la più sorseggiata! Dovete sapere che è proprio dai germogli più teneri di questa specie di camelia che deriva la nota bevanda del tè.
All’origine dei diversi tipi di tè (tè verde, tè nero, ecc..) c’è sempre la stessa pianta, infatti i vari preparati vengono ottenuti grazie al differente trattamento che subiscono le foglie dopo la raccolta, oltre che dal loro diverso stadio di “maturazione”.
Il tè verde è noto per le sue proprietà stimolanti e il contenuto di sostanze anti-ossidanti, tonificanti, cardio-circolatorie e drenanti, un vero toccasana per la salute.
Dal Giappone alla Corea la camelia divenne l’emblema della fedeltà, della divinità (Tsubaki) e della ricchezza spirituale, tanto da essere impiegata nelle cerimonie religiose. La camelia è sacra ai Sette Spiriti della buona fortuna, in particolare alla Dea Benzaiten (simile a Saraswati).
Ancora oggi i suoi fiori sono usati come portafortuna durante le feste del capodanno cinese. Vista la copiosa fioritura, anticamente i boccioli freschi venivano posti all’interno di ciotole d’acqua nei rituali per attrarre la prosperità.
In Cina, la camelia, evoca l’amore che dura oltre la morte nonché l’impegno ad affrontare ogni sacrificio in nome del nobile sentimento. I delicati petali rappresentano la donna mentre il calice, rappresenta l’uomo. Entrambi restano uniti finché il fiore cade dallo stelo.
Una credenza popolare lega la camelia alla fertilità delle donne: indossarne una tra i capelli porta ad avere una lunga e sana gravidanza.
I boccioli e i petali di camelia si usano nei bagni per rafforzare l’autostima, la sensualità e la capacità di agire in amore. Si usano anche negli incanti per rendere salde le unioni, per attrarre la benevolenza degli antenati e proteggere i bambini.
Il nome camelia è di origine latina e significa “aiutante del sacerdote” (deriva dal botanico gesuita Georg Joseph Kamel).
L’olio di Camelia è ottimo per avere una pelle perfetta e i capelli lucenti, grazie al vitageno F o omega 3, capace di prevenire l’invecchiamento cutaneo. Le sue qualità antisettiche sono state riconosciute persino dall’OMS.
La camelia bianca ha ispirato la famosa stilista francese Coco Chanel per la sobrietà, la regolarità e la perfezione che caratterizzavano i suoi petali. Tuttora, la camelia di Chanel è uno degli emblemi più riconoscibili, insieme con la doppia C rovesciata.
Non ci dovrebbe stupire visto che chiunque osservi la camelia viene rapito dalla sua eleganza.

Note
Shichifukujin – (七福神巡り) Le sette divinità della Buona Fortuna
In Giappone una leggenda narra che sette divinità, i primi giorni del nuovo anno, giungano sulla Terra con la loro barca piena di tesori (Takarabune) con lo scopo di portare fortuna e ricchezza.
Ebisu (恵比寿), il dio dei pescatori, dei commercianti e degli agricoltori è raffigurato mentre trasporta un’orata e la famosa birra Yebisu. Hotei (布袋), dio della felicità e della buona sorte, trasporta un sacco pieno di oggetti di uso quotidiano; Fukurokuji (福禄寿), dio della conoscenza, della felicità e della longevità, e Jurojin (寿老人), dio della longevità e della felicità, sono le divinità i cui attributi sono stati importati dalla Cina. Dall’India provengono Daikokuten (大黒天), dio dell’agricoltura (per questo spesso soprannominato il dio della cucina), della prosperità e del commercio, Bishamonten (毘沙門天), il dio della guerra, che difende dagli spiriti maligni, e Benten-sama (o Benzaiten – 弁財天), dea delle arti e della bellezza.

Dea Benzaiten
Benzaiten originariamente era la personificazione del fiume indiano Saraswati, dea buddista della saggezza, dell’eloquenza, che dona longevità e l’eliminazione della sofferenza. Il suo nome significa letteralmente “tutto ciò che scorre”. In seguito fu associata alla Dea giapponese per le loro caratteristiche simili e acquisì i titoli di dea della letteratura, della musica, e colei che tutela i matrimoni.

Curiosità
-Le camelie hanno ispirato le opere di Verdi e Dumas: leggi qui
-Le prime camelie in Italia arricchirono i giardini della Reggia di Caserta
-A Locarno (Svizzera) esiste il bellissimo parco delle camelie
-La camelia bianca simboleggia l’infinito amore materno, quella rossa passione e desiderio
-In Giappone è detta Rosa d’Inverno
La cerimonia del tè è sacra in Giappone
Tsubaki significa “albero dalle lucenti foglie”

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