Simbologia della Quercia


VestalIl più antico oracolo greco, la quercia sacra a Zeus, si trovava a Dodona, nell’ Epiro. Secondo il mito, due colombe nere partirono da Tebe: l’una giunse in Libia fondando l’oracolo di Ammone, l’altra a Dodona dove si posò su una quercia affermando con voce umana che in quel luogo doveva esserci un oracolo. Per tal motivo le sacerdotesse di Dodona, erano dette peléiades, colombe. In origine, erano votate a Dione, una divinità arcaica, preellenistica, alla quale era consacrato l’albero. Ma a Dodona vi era un ulteriore tipo di divinazione: i Selli interpretavano i suoni prodotti da paioli di bronzo appesi ai suoi rami. Nel mondo romano la quercia era sacra a Marte, che si adornava la fronte con le sue foglie (robur significa vigore) e Plinio scrisse che feste dedicate alle querce si svolgevano il sei di ogni mese. Romolo, tracciò l’area del primo tempio di Roma ai piedi di una quercia, dedicandolo a Giove, del quale divenne l’emblema assieme alla pioggia e al fulmine. Il padre celeste era inoltre adorato presso il Mons Querquetulanus. Il tempio di Vesta, era circondato da un boschetto di querce e il fuoco perpetuo doveva essere alimentato soltanto con la legna di quest’albero. Alla quercia era collegato anche il rito sanguinoso descritto da James Frazer nel “Ramo d’Oro“. Presso i Celti, rappresentava il supporto del cielo e l’Asse del mondo. I druidi vi salivano e ne tagliavano ramoscelli assieme a pezzetti di vischio, poi sacrificavano due tori bianchi e bagnavano col loro sangue il tronco. Inoltre, recidevano i rami dell’albero con un falcetto d’oro per donarli agli ammalati e favorirne la guarigione. Nel calendario celtico, la quercia dava il nome al amadriademese in cui cadeva il solstizio d’estate. Era sacra anche a Thor, un dio della stirpe degli Asi che possedeva un martello antidemoni. Era il protettore dell’ordine cosmico e della fertilità. I Lituani onoravano Perkunas con fuochi perpetui alimentati col legno di quercia; e presso i Lettoni diventava Perkun al quale era consacrata una quercia d’oro. Gli Estoni veneravano Taara, detto il “Vecchio padre“. Ma le querce avevano anche un altro privilegio rispetto agli altri alberi: ospitavano due specie di ninfe: le driadi e le amadriadi. Le prime potevano abbandonare l’albero, per questo era proibito abbattere una quercia prima che i sacerdoti le avessero ritualmente allontanate. Le seconde, congiunte indissolubilmente all’albero morivano con esso, tanto che quand’era in pericolo prorompevano in lamenti minacciosi. Nell’Antico Testamento, Abramo giunse alle Querce di Morè, dove gli apparve Jahvè; in seguito, presso Hebron, vide tre uomini tra le Querce di Mamré, nei quali i cristiani avrebbero poi ravvisato le tre persone della Trinità. Dunque anche nell’ebraismo la quercia aveva una funzione assiale, strumento di comunicazione fra Terra e Cielo. Nella cristianità invece l’albero assunse connotati sinistri, dato che era collegato ai culti pagani: centinaia di querce furono abbattute e si diffuse la credenza che fossero abitate da spiriti maligni. Più tardi venne rivalutata, evocando i simboli dell’immortalità e speranza nella vita eterna. Nel Medioevo la Madonna cominciò ad apparire fra le fronde di questi alberi, come raccontano molte leggende; nel Viterbese è famoso il santuario della Madonna della Quercia ove si narra siano accaduti numerosi prodigi.

I consigli dea strìa
IMG_1543Date le sue virtù solari, la quercia è un albero che protegge da malattie, stanchezza e nemici, tanto che il suo legno viene impiegato nella costruzione delle bacchette magiche. I suoi frutti, le ghiande, avrebbero proprietà fecondatrici e afrodisiache: d’altronde “balanos” in greco e “glans-glandis” in latino indicano sia questo frutto sia il glande del pene. Leggenda vuole che debbano essere piantate durante le notti di Luna Nera per attirare la prosperità, ma vanno raccolte di giorno, al contrario delle foglie e dei rami. Collocate sulla finestra, oltre a portare fortuna, allontanerebbero spiriti malvagi e fulmini. E’ possibile tenerle con sé come piccoli talismani, dato che favoriscono il mantenimento della giovinezza e proteggono dalle cattive intenzioni. Una foglia indossata sul collo o vicino al cuore consentirà a chi la porta di non essere ingannato. Un paio di foglie di quercia nell’acqua del bagno purificherebbero corpo e spirito. Accendere il fuoco col legno di tale albero, allontanerebbe le malattie dalla casa. La quercia è anche un potente simbolo di mezza estate e simboleggia il Re dei sei mesi più rigogliosi dell’anno, che appare occasionalmente come “l’uomo selvatico“. Ma dal momento che il suo simbolismo evoca anche l’immortalità, foglie e ghiande possono essere offerte ai defunti a Samhain. Da quest’albero si ricava uno dei Fiori di BachOak“, che serve a coloro che sono troppo ligi al dovere quando è necessario alleviare la tensione. Un talismano per attrarre giovinezza e ricchezza può essere composto da tre ghiande legate con i propri capelli, che dovrà essere esposto alla luce della luna piena ma anche alla nera, per un intero anno. Infine, il muschio che si forma sul suo legno, può essere bruciato per favorire la divinazione. La quercia è sacra al Sole, Giove, Marte e Vesta.

Bibliografia: Florario di Alfredo Cattabiani

Lux

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