Simbologia della Primula


primula-verisLe primule sono un tripudio di colore e la loro presenza, nelle lunghe giornate d’inverno rallegra gli occhi.
Sono piantine delicate e quelle color salmone ricordano le guance dei bimbi. Anche il nome ne riflette la nascita precoce, che ha ispirato l’emblema della prima giovinezza e nel linguaggio dei fiori, della tenerezza. Come gli altri vegetali che annunciano la nuova stagione è considerata di buon auspicio e in Gran Bretagna la si offre quale talismano. Ma per attivarlo è necessario porre le primule sul cuore, assieme ad un uovo di cristallo di rocca. Se regalata dal proprio amato, significa: “La chiave del mio cielo è nel tuo cuore”.
Una leggenda narra che San Pietro gettò dal cielo le chiavi del Paradiso, appena seppe che il Signore ne aveva voluto un altro paio e nel luogo in cui caddero, nacque la Primula veris.
Questo fiore giallo, infatti, nella regione inglese del Somerset è detto “bunch of keys”. Eppure il suo colore pallido evoca anche la morte e l’Aldilà.
A testimonianza della sua funzione di “chiave” verso gli Altri-mondi, si dice che chi riesce a toccare con un mazzetto di primule una roccia delle fate si troverà davanti la strada che conduce al loro regno, ma solo se conosce il numero esatto di primule necessarie all’incanto, altrimenti verrebbe colpito da un gran numero di sciagure. Per quanto riguarda le sue proprietà, i montanari svizzeri sostengono che cibarsi di primule mantenga giovani, mentre Ildegarda di Bingen consigliava di utilizzarla contro i raffreddori e gli stati d’ansia. In effetti questa piantina ha molte virtù benefiche: l’infuso di radici, foglie e fiori cura vertigini, palpitazioni, emicranie, insonnia e agitazione.
Il vino di primula, favorisce la buona circolazione.

I consigli dea strìa
primula6La Primula è consacrata a Giove/Giano, il dio con le chiavi che presiedeva agli inizi, alle soglie, ai passaggi da un periodo temporale ad un altro e alle rinascite iniziatiche. Il suo nome aveva come derivato “ianua“, porta cui corrisponde in sanscrito “yana“, via. Questa pianta infatti, se posta davanti alla porta di casa o tenuta sul balcone, tiene lontane le persone indesiderate. Da Giove deriva inoltre la fortuna, la gioia, l’energia positiva (non a caso per indicare una persona allegra si usa il termine gioviale), per cui possiamo utilizzare i fiori della primula per fare rilassanti bagni che attireranno le suddette qualità. Fatene bollire una bella manciata in un litro d’acqua circa e dopo aver filtrato il tutto, aggiungetela a quella del bagno.
Se la primula serve a mantenere intatta la propria bellezza, allude alla Primavera e all’amore, sarà sacra anche a Venere; regalarla al proprio amato nella nuova stagione, è di buon auspicio.
I fiori di primula, fatti seccare all’interno del cuscino, proteggono dagli incubi; l’infuso calma l’agitazione, l’ansia e l’insonnia. Dal momento che è la Luna a governare l’inconscio, i sogni e gli stati emotivi, questa pianta gode infine, della tutela della Madre celeste. La primula è particolarmente indicata al segno dei Pesci, in quanto soffre spesso di ansia e depressione; ai Gemelli, per il sistema nervoso fragile e a protezione dell’apparato respiratorio; alla Bilancia perché soffre spesso di emicranie; ad Acquario e Leone per i problemi circolatori.
Sognare una primula simboleggia la purezza, la giovinezza e vitalità. Vederne molte indica che si dovranno affrontare compiti impegnativi; regalarle che si è soggetti a chiacchiere malevole; farne mazzi prospetta relazioni vantaggiose e ornarsene significa debolezza di carattere. Se le primule sono appassite allora siete preoccupati per una persona cara.

Bibliografia:

Lux

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