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Simbologia Pettirosso

pettirossoQuando vedo un pettirosso, capisco che il freddo è alle porte e lo annuncia col suo “cuoricino” di piume rosse arruffate. Una grazia tutta particolare la sua che non corrisponde ad un carattere altrettanto bonario: è intollerante verso chi si introduce nel suo territorio e per difenderlo assume una posizione minacciosa, ostentando il fulvo piumaggio. A volte penso sia un piccolo figlio di Marte, specie quando è intento a bisticciare con gli altri uccellini.
In Scandinavia era sacro a Thor, dio del fuoco e del tuono. Il pettirosso (Erithacus rubecola), secondo la leggenda,  si sarebbe procurato la tipica macchia rossa sul petto cercando di estrarre i chiodi di Cristo sulla Croce.
Un’altra versione narra che si bruciò col fuoco dell’inferno mentre cercava di portare un po’ d’acqua alle anime dannate.  Simbolo di altruismo e generosità in sogno annuncia un nuovo inizio o una trasformazione positiva. Secondo Eliano anticipa l’arrivo della pioggia e della neve sicché veniva considerato un indicatore meteorologico. Marcel Roland racconta che durante l’inverno glaciale del 601035_363754310402336_2090585532_n1939 morirono molti uccellini a causa della penuria di cibo. I pettirossi però, che avevano più familiarità con l’uomo, riuscirono a salvarsi tambureggiando col becco sui vetri delle finestre per ricevere calore e ristoro. Indipendente e amichevole potrebbe essere definito “il gatto degli uccelli“.
Una leggenda della Bretagna racconta che il pettirosso intraprese un lungo viaggio per portare il fuoco sulla Terra. Giunto a destinazione il Creatore lo fece riposare sulle sue ginocchia. Temendo che si bruciasse le penne, Dio gli disse: “Ricordati di non volare troppo velocemente mentre torni fra gli umani!”.
Ma al suo ritorno quando vide tutti in trepidante attesa accelerò e accadde ciò che aveva previsto il buon Dio: si bruciacchiò tutte le penne, che da quel giorno diventarono rosse! Infatti il pettirosso è detto “il gallo di Dio“.
Altri aneddoti della Bretagna rivelano che il vero protagonista di questa storia è lo scricciolo, l’uccello dei druidi.
Il giorno di Santo Stefano in Irlanda, in Scozia e nell’Isola di Man, i giovani del luogo ne uccidevano uno e poi lo portavano in processione sopra un palo mentre recitavano queste parole: “Lo scricciolo, lo scricciolo, il re di tutti gli uccelli a Santo Stefano venne ucciso dentro una ginestra, per quanto esso sia piccolo, grande è il suo onore, date quindi, brava gente, una festa per noi”. Infine era sepolto in un cimitero consacrato. E’ chiaro che lo scricciolo incarnava le forze della rigenerazione: il suo sacrificio doveva essere benaugurante e permettere il ritorno della luce. In Provenza esisteva una cerimonia meno cruenta detta “Petouso“: durante la messa di Natale il parroco liberava uno scricciolo in Chiesa e nel momento in cui trovava l’uscita la gente gioiva perché era nata la “Luce” del mondo.
Tornando al pettirosso si  favoleggia che fosse presente alla nascita di Gesù e per questo protegga i bambini maschi.

Messaggi positivi
-protezione
-rinascita o trasformazione positiva
-buone notizie
-altruismo e generosità
-indipendenza e fedeltà
-curiosità e spirito Solare

Messaggi negativi
-orgoglio esacerbato
-fierezza e litigiosità
-istinti da domare

In questo sito troverete un interessante approfondimento sulla ballata “The babes in the wood“.

Bibliografia:

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