La Redodesa


DSCN2057La Redodesa, Marantega, Vecia o Donaza è una sorta di dea Madre, per certi versi molto simile ad Ecate, che nella notte dell’Epifania ricompensa fanciulle e bambini, che hanno obbedito alle sue prescrizioni e tenuto un comportamento adeguato durante l’anno. Arriva la mezzanotte del 5 gennaio, la dodicesima notte, assieme ai dodici Redodesegoti che picchierebbero o ucciderebbero (a seconda delle leggende) chiunque incroci la loro macabra marcia, tenuta ridosso de “l’eiva” ossia l’acqua, il fiume. Le donne per esser premiate, devono aver finito di filare e pulire per bene la casa, altrimenti saranno colpite da enormi sciagure. Nel folclore germanico troviamo figure simili, quali la Perchta ossia “la Splendente”, una donna per metà capra, molto simile per fattezze alla Befana. Tradizione vuole, che il primo a portare il bestiame a bere la mattina del 6 gennaio, trovi un mazzo di fiori dello stesso colore del sole come ricompensa, un formidabile portafortuna lasciato dalla Redodesa! Anticamente proprio in questo periodo, si festeggiava la rinascita dell’astro e la fecondità della terra, rappresentata simbolicamente dal “croco“, fiore giallo che spunta in gennaio, sacro anche alla Grande Madre.  Un’altra prova a sostegno di questa tesi è il “rito della stella“, tipico di Veneto e Friuli, che consiste nel lanciare ruote infuocate da pendii o montagne, a imitare il corso del Sole nel cielo (fatto per propiziare l’anno entrante). Il termine “Redosega” deriverebbe da Erodiade, che chiese la testa del  Battista dopo la danza di Salomé, figura da sempre associata al culto di Diana, alla caza selvarega e alle streghe.
Nella mitologia Greca era la dea Hera a portare doni e abbondanza durante il periodo solstiziale.
In Veneto, si brucia il Pan e Vin  per richiamare il legame con i Lari, gli antenati che proteggevano la famiglia; la Befana potrebbe rappresentare la dea/padrona del fuoco domestico, come testimonia il tempio romano di Vesta, fiamma vivente della grande famiglia romana. E in questo senso, rievoca gli antenati di ogni famiglia che portano doni ai bimbi, depositari della tradizione.

Lux


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