Alla ricerca dell’Om salvarech


Ci sono luoghi in Veneto che profumano di magia. Entrandoci in punta di piedi possiamo assaporare l’incanto di una natura selvaggia fatta di Spiriti, Anguane, folletti e donne dal piede caprino.
Per incontrarli bisogna andare laddove le leggende raccontano delle loro apparizioni. E senza disturbare troppo…
Il villaggio minerario di Valle Imperina nel Comune di Rivamonte Agordino rientra fra questi.
Si tratta di un insediamento di grande interesse storico, legato allo sfruttamento delle miniere di pirite cuprifera. Qui, prima che arrivasse l’uomo coi suoi picconi ci viveva (e forse ancora ci vive) l’Om salvarech: secondo la tradizione avrebbe svelato agli abitanti delle montagne i segreti della lavorazione del latte.
Durante un temporale l’Om salvarech scese dal Monte Armarolo trovando ospitalità in una casera. Con stupore vide che gli uomini non sapevano togliere le impurità dal latte appena munto.
Allora mosso a pietà insegnò a filtrarlo con i fili del licopodio (erba da col o colìn) l’erba di cui era rivestito il suo corpo. Un muschio che cresce in luoghi impervi ed isolati, lassù nei monti.
Ancora oggi nel mese di aprile o luglio l’Om salvarech raggiunge la piazza del paese fra musica e canti, colpendo i presenti con fronde di betulla per propiziare la fertilità.

A dire il vero lungo il sentiero “La via degli Ospizi” noi non l’abbiamo incontrato ma sono certa che il suo sguardo buono protegga i viandanti rispettosi 😉

 

 

 

         


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