Cipresso


Simbologia planetaria: Saturno – Plutone

vincent-van-gogh-cipresso-su-un-cielo-stellato-1890-33158I cipressi sono considerati alberi perlopiù cimiteriali, tranne in Toscana, sul lago di Garda e nel Veronese dove adornano con la loro severa eleganza i poggi che conducono alle ville.
In Oriente, quest’ albero evocava la fertilità per il suo aspetto vagamente fallico. Era anche l’immagine vegetale dell’immortalità a causa delle foglie sempreverdi e del legno considerato incorruttibile.
I Persiani lo considerano il primo albero del Paradiso.
A queste caratteristiche simboliche corrispondono quelle mediche: foglie e frutti contengono un olio essenziale molto aromatico che ha un’azione vasocostrittrice e protettiva dei capillari. La tintura di cipresso è indicata per curare le flebiti, varici, emorroidi. La fama funeraria dell’albero è nata dai poeti greci e latini. Ovidio nelle “Metamorfosi” narra che il giovinetto Ciparisso viveva con un dolcissimo cervo dalle corna d’oro. Un giorno, giocando con un giavellotto acuminato il ragazzo lo uccise per errore e chiese agli dei di poter mostrare un lutto eterno, così si trasformò in cipresso.
Quest’albero è sacro a Ade/Saturno, il “Dis Pater“, ossia il più ricco di tutti gli dei poiché il numero dei suoi sudditi, cioè dei morti, non cessa mai di crescere.
Alcuni rami di cipresso posti sulla tomba dei propri cari li aiuta nel loro viaggio ultraterreno. L’olio essenziale favorisce la meditazione e viene utilizzato nei rituali di Samhain. Anticamente le persone tenevano con sé un pezzetto di legno di cipresso per proteggersi dai pericoli e assicurarsi una lunga vita; sette coccole di cipresso infilate su un cordino rosso tutelano la casa dai lutti e dalle avversità.

Usatelo per: protezione, propiziare la longevità, meditare, guidare i defunti nell’Aldilà, accedere ad una maggiore consapevolezza, ricevere aiuto e conforto nei momenti di transizione, comprendere cos’è superfluo, giungere alla radice dei problemi.

Pietre da associare al cipresso: ossidiana fiocco di neve, quarzo sicamano, agata blu.

Bibliografia:
Florario di Alfredo Cattabiani

 

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