Cosa accade dopo la morte? II


cosa accade dopo la morte– I parenti ed amici offesi, oppure i nemici, che non hanno ancora raggiunto la pace interiore e non sanno amare chi li fece soffrire, vengono ad accogliere i loro defunti per aggredirli e spingerli verso condizioni opprimenti, coadiuvati dall’angelo custode dell’iniquità. Ciò avviene prima che arrivi il sonno, e ricomincia dopo di esso.

– I deceduti vedono il proprio cadavere nella cassa o sul letto di morte, e possono anche osservare la condensazione del loro corpo etereo al di sopra del corpo fisico. Questo è confermato dalle persone veggenti che si sono trovate al capezzale di un morente.

– Essi sanno che non possono esistere individualità disincarnate così identiche da potersi trovare nella stessa situazione spirituale, onde percorrere insieme la stessa via. Anche nell’aldilà le anime gemelle, che in terra furono tali, nel mondo spirituale si separano, benchè la Divinità permetta loro di rivedersi quando vogliono e lo desiderano. Resteranno assieme se hanno una missione da compiere e se insieme si daranno da fare per la stessa elevazione spirituale. La stabilità della convivenza dipende dal mettersi sullo stesso ritmo morale, spirituale e religioso.

– I disincarnati affermano che nel loro mondo spirituale, come condizione generale o permanente, le anime inferiori nella gerarchia dei valori morali e dei poteri, non possono vedere le entità ad esse superiori;

– Chi è dominato dalle passioni umane, rimane vincolato all’ambiente in cui visse, e questo accade per un periodo ora breve, ora lungo. Essendo privo di sonno rigeneratore, continua nella suggestione o illusione di credersi uomo o donna (secondo i sessi) fra i viventi, malgrado in preda ad un incubo, ad un curioso sogno opprimente che può fare, di questi spiriti, dei disturbatori e infestatori. Altri problemi sorgono quando chi muore è giovane, se la morte è violenta o traumatica, nei casi di suicidio.

– L’anima del defunto soffre indicibilmente nel vedere lo strazio dei cari che lascia attorno al suo letto di morte. Rimane come calamitato ed impedito ad entrare in contatto con quelli che sono già da tempo nell’altra condizione. Dovrà fare un grande sforzo per liberarsi da quell’attrazione nociva. Ecco perché è importante trasmettere serenità e pace nel momento del passaggio e sostituire il pianto con la preghiera.

– Nel mondo al di là dei vivi, appaiono in certi momenti delle luci che hanno un preciso significato: bianche, gialle, rosse, verdi, turchine. Mancando la luce del giorno, del sole, della luna e delle stelle, il regno dei morti è un regno di luce crepuscolare, plumbea, grigiastra, che varia di tinta man mano che cambiano gli stati di coscienza.

– Quando in preda a incertezze, solitudine e perplessità, confusione per qualsiasi motivo, uno spirito è disperato, allora percepisce una voce che giunge da lontano, e gli consiglia come uscire da quella situazione; voce proveniente da un parente, amico, angelo custode buono, il santo protettore o la voce stessa del sacerdote che recita la Messa e prega per i morti. Chi percepisce il pensiero di un trapassato, si affretta ad aiutarlo secondo l’impulso della carità universale.

-Il morente vede il chiarore della Luce Perpetua, ma per pochi attimi. Sono rari quelli che la riconoscono e si fissano in questa chiara Luce Divina.

-Una volta trapassati indegnamente, non vi è che una possibilità: soffrire e fuggire verso una nuova reincarnazione per prepararsi con i pensieri, le parole e le opere per un migliore trapasso.

-Nella fase di agonia (dal greco agon áywv = lotta) appaiono fantasmi piacevoli per influenzare e dirigere il defunto, separato dal mondo dei viventi, solo per un lasso di tempo determinato sia dalla legge di causa ed effetto in rapporto alle azioni compiute, sia dal grado di conoscenza e quindi di preparazione volontaria alla vita postuma.

-I lavori incompiuti, gli affetti lasciati, un’aspirazione irrealizzata, comportano un profondo rammarico e desiderio di ritrovare l’occasione, l’ambiente della perduta illuminazione.

-Se i viandanti incontrati hanno un sembiante calmo e gradito, confortevole quando si tratta delle personificazioni dei propri sentimenti, vi sono pure le entità irritate e colleriche. Queste procedono dai ragionamenti e dal centro psichico cerebrale. Talora sono i fantasmi di alcuni parenti o amici a prendere il posto delle pseudo-entità irritate, oppure un santo.

-L’individuo è capace di volere, di pensare il modo per raggiungere questo o quello stato di esistenza, ma il destino da lui stesso forgiato lo chiude, lo costringe a ubbidire alla legge di compensazione.

-Gli stessi Angeli sono, sotto un altro aspetto, le manifestazioni delle forze divine universali con le quali il defunto è legato da eterne relazioni.

-La Realtà, la Chiara Luce Primordiale del Corpo della Legge non nata, non formata, personifica l’Universalmente buono. La Divinità lancia e manifesta ogni cosa tramite Sofia, la Madre dello spazio universale nel quale precipitano tutti i principi per evolvere in turbinosi giri, i sistemi dei mondi. Fra le apparizioni vere si paleserà la Compassione infinita, l’amore infinito.

-Il trapassato guarda sbigottito, meravigliato o atterrito le immagini proiettate su un grande schermo, e può non essere cosciente della non realtà di questo panorama allucinante, ora terrificante, ora allettante: spettatore solitario in preda alle visioni allucinatorie provocate dalla sua coscienza, che rivive in una strana e caotica trama onirica i pensieri e le azioni buone o cattive della passata esistenza.

-Solo al Risvegliato, all’Illuminato, all’asceta esoterico è consentito essere cosciente e padrone della situazione e valutare obiettivamente il contenuto di quei miraggi della coscienza, perché ha conquistato il discernimento degli spiriti in questo e nell’altro regno.

-Quanto viene insegnato nel bene e nel male con l’esempio e la parola, rimane impresso per tutta la vita e per le successive vite. La suggestione continua a modellare e dominare. Niente si cancella tanto facilmente nell’individuo, anche perché egli crede in un dato insegnamento; ma anche quando per motivi di riflessione non dovesse credervi, resterebbe nel suo inconscio il segno indelebile del ragionamento autosuggestivo.

-Le forme pensate dal Cristiano, dall’Islamico, dal Buddhista, ecc. daranno nascita alle visioni corrispondenti alle deità di quella religione.

-Le esperienze del post-mortem dipendono dal contenuto mentale di ogni individuo, dal suo modo di rappresentare esseri, cose e spiriti, salvo che sia un liberato, un risvegliato dotato di occhi spirituali senza cataratta.

-E’ necessario vuotarsi per unirsi alla Divinità.

-Il gioco delle illusioni non opera solo nel luogo simile al Paradiso.

Tommaso Palamidessi


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