Simbologia del seme III


Per quanto riguarda i semi di Hypericum perforatum, Paracelso scriveva: “caccian fuori le pietre dai reni e valgono contro i morsi degli animali velenosi”. I druidi invece, erano soliti bruciare semi di Giusquiamo per favorire le visioni.
Agrippa dedicò un intero capitolo della sua “Filosofia occulta” alla trattazione delle fumigazioni gradite ai pianeti, in cui compaiono: i semi di papavero bianco per la Luna, di papavero nero e di giusquiamo per Saturno, di frassino per Giove e aromatici per Mercurio.
I semi di lino sin dai tempi degli Egizi, hanno goduto di grande fama ed erano associati a dee femminili e alle filatrici. Si narra che metterne una manciatina nel portafoglio o in una scarpa protegga dalla povertà. Usati anche per aumentare il proprio fascino, erano sacri a Venere.
Nella religione vodoo i semi della Cola Acuminata sono indispensabili nelle pratiche divinatorie e i “tron” se ne servono nella realizzazione dei vodù.
Il chicco di grano, infine, è simbolo di rinascita e speranza per il futuro, tant’è vero che in India, dopo la prima notte di matrimonio, la madre del marito insieme con i parenti si avvicina alla giovane sposa ponendole sul capo una mistura di grano; poi lo sposo si avvicina e prende a sua volta un po’ di frumento e lo getta intorno a sé. In Sardegna i genitori della sposa, prima di andare in chiesa, benedicono la figlia con chicchi di frumento. Dopo le nozze, gli invitati lanciano manciate di grano sui novelli sposi prima che entrino nella nuova casa. Presso gli Egizi venivano preparati “i letti di Osiride“, costituiti da sagome del dio, seminate a grano e poste nella tomba: il grano germinando avrebbe dovuto aiutare il defunto nella sua risurrezione. Nella mitologia babilonese Tammuz, figlio di Ishtar, diventò lo spirito del frumento: ogni anno moriva per poi tornare in vita, così come il seme scendeva nella terra per rivivere in primavera. I contadini credevano che il grano fosse abitato da uno spirito che per qualche mese restava sepolto con i chicchi: era la Madre del Grano, la Santa Vergine, la Vecchia o il Vecchio. Tagliando le ultime spighe veniva catturato e l’anno successivo, i semi prelevati da tali spighe venivano mescolati col grano da semina, per propiziare il raccolto. Purtroppo nacquero anche usanze barbare: i contadini sacrificavano allo “spirito” del grano, l’ultima persona che passava accanto ai campi, spesso stranieri o viandanti.
Nella tradizione induista sono i chicchi d’orzo ad essere usati in molte cerimonie, in particolare per festeggiare la nascita di un bambino. I profumati semi di cardamomo e coriandolo vengono impiegati negli incanti d’amore. Se invece avete bisogno di un afrodisiaco, votatevi ai semi del cacao e del piccantissimo “diavoletto rosso”: il peperoncino.
 
Lux

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