Simbologia dell’Agrifoglio


1378569_331054670371042_1144949356_nGli antichi Romani portavano dei ramoscelli di agrifoglio (Ilex aquifolium) durante i Saturnali, nei giorni che precedevano il solstizio invernale, perché li consideravano dei talismani. Come dar loro torto! Quando tutte le altre piante hanno già perso la loro attrattiva, spogliandosi a causa del freddo, l’agrifoglio spicca nei paesaggi invernali con i suoi colori. Il verde richiama l’energia vitale, l’abbondanza e il rosso simboleggia il sangue (la vita stessa). La forma spinosa delle foglie, evoca un senso di protezione. Per questi motivi, soprattutto in Inghilterra, Francia, Svizzera e Germania i contadini usavano appendere qualche ramo di agrifoglio nelle case e nelle stalle per allontanare i sortilegi. Certo, tradizione imponeva di rimuoverli la “dodicesima notte“, ovvero quella dell’Epifania. E’ scientificamente dimostrato che l’agrifoglio ha la proprietà di respingere i fulmini, dunque la sua funzione protettiva sembra confermata oltre la semplice superstizione popolare. Presso i Celti, l’agrifoglio rappresentava il sovrano dei mesi invernali, così come la quercia era il re che governava  la metà più rigogliosa dell’anno. Nel solstizio d’inverno Re Agrifoglio cede simbolicamente il suo scettro alla Quercia, infatti dal 21 dicembre le giornate iniziano nuovamente ad allungarsi. L’agrifoglio sembra essere strettamente collegato al pettirosso, che nella tradizione inglese è associato all’oltretomba: il suo compito era quello di seppellire i corpi dei cadaveri rimasti senza sepoltura, in particolare quelli dei bambini. E il legame fra i bambini e i morti era stretto nelle culture arcaiche. Gli infanti erano considerati più vicini a Dio in quanto provenienti dal medesimo mondo ignoto dove la pre-vita e lo spirito immortale si congiungono e dunque apparivano come un canale privilegiato di comunicazione tra i due mondi. Dunque quale animale poteva meglio rappresentare la lotta del Sole che combatte negli inferi per rinascere dopo la notte più lunga dell’anno?. L’agrifoglio essendo lo spirito dell’inverno, stagione in cui prevale l’energia Yin, è associato anche all’inconscio e veniva invocato dai druidi come guida nel cammino spirituale e nell’interpretazione dei sogni. Nella cristianità l’agrifoglio rappresentava sia la Madonna che la corona di spine di Cristo, ma nel Medioevo divenne la pianta grazie alla quale era possibile stringere patti col diavolo. Il simbolismo positivo sembra avere la meglio, come emerge  da un canto medievale inglese: inveire contro questa pianta sacra che “compiaceva tutti”, avrebbe portato una grande sfortuna.:

“Her commys holly, thet is so gent,  To please all men is his intent. Alleluia. But lord and lady off this all, Who so ever ageynst holly do crye, In a lepe shall he hang full hie. Alleluia. Who so ever ageynst holly do syng,  He may wepw and handy wryng. Alleluia.”

I consigli dea strìa
Con la corteccia di questa pianta è possibile preparare un incenso di protezione al quale potete aggiungere qualche foglia di artemisia o benzoino.
Per allontanare la negatività e propiziare la fortuna potete porre in casa, un ramo di agrifoglio, uno di vischio e qualche spiga di lavanda.

Bibliografia:
Florario di Alfredo Cattabiani

Lux

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