Simbologia del Sambuco


sambuco-essenziarioIl Sambuco (Sambucus Nigra) è l’albero di Holda, una fata del folklore germanico, raffigurata come una splendida donna dai capelli d’oro. Abitava proprio nei sambuchi che crescevano lungo fiumi, laghi e fonti; si sa che l’acqua è l’elemento della “Grande Madre” per eccellenza. I contadini tedeschi rispettavano a tal punto quest’albero che quando lo incontravano si inchinavano per sette volte, tanti erano i suoi doni. Non osavano sradicarlo e se dovevano tagliarne un ramo, visto che era considerato una panacea, si inginocchiavano pregando: “Frau Holda, dammi un po’ del tuo legno e io, quando crescerà, ti darò qualcosa di mio”. Col suo legno, veniva realizzato un flauto dalle proprietà incantate, a patto che si tagliasse in un luogo in cui non si potesse udire il canto del Gallo (messaggero solare). I suoni emessi dallo strumento proteggevano dai sortilegi, come testimonia l’omonima opera di Mozart, in cui è la Regina della Notte a forgiare il flauto magico. Il Sambuco aveva anche proprietà divinatorie: se i suoi fiori erano color ruggine, annunciava un nuovo figlio. Eppure gode anche di un simbolismo negativo: si sconsigliano le culle ricavate dal suo legno, che potrebbero riservare sorprese sgradite per i bambini che vi dormissero, per esempio, essere soffocati nel sonno, punti o pizzicati. Infatti in Gran Bretagna ritengono che il Sambuco sia  in realtà  una Strega simile a Berctha. A tal proposito è interessante notare che nel calendario celtico, il Sambuco rappresenta il tredicesimo mese lunare, che si conclude nel giorno del solstizio invernale. Il tredici è un numero ambiguo, che rappresenta il passaggio, la rigenerazione, il rinnovamento ciclico: rigenerazione che comporta anche la morte. Non a caso, il tredicesimo Arcano dei Tarocchi è proprio “la Morte”, intesa quale trasformazione. Nella cristianità veniva considerato un valido amuleto per assicurare un viaggio sereno nell’Aldilà, per cui i becchini si recavano nelle case dei defunti ponendo sul loro capo una corona di fiori e foglie di Sambuco, o bacche e rami a seconda della stagione. Ecco che il Sambuco, esprime l’apparente contraddizione insita nelle piante lunari, associate alla Grande Madre, che concede la vita ma allo stesso tempo raccoglie i resti dei suoi figli. Luna come luogo di formazione delle anime, benigna e luminosa, Luna Nera degli inferi che se le riprende. Ma il Sambuco ha anche caratteristiche mercuriali: la bacchetta fabbricata col suo legno è efficace nelle opere finalizzate a ottenere successo negli affari, nello studio, nel commercio, nei viaggi e nella pubblicazione dei libri. In Bretagna, Russia, Danimarca credevano che il Sambuco fosse dotato di virtù protettive, per questo veniva piantato vicino alle case ma anche intorno a fortezze e ai monasteri, per preservarli da malie, serpi e scorpioni. Fino all’Ottocento, in Svezia, le donne incinte lo baciavano per avere una gravidanza felice. In Ucraina, un bastone di Sambuco, avrebbe portato fortuna agli sposi, per questo veniva offerto quale dono augurale alle nozze. I Lettoni invece, credevano che sotto le sue radici dimorasse “Puschkaitis”, il dio della terra. Infine, durante la notte di San Giovanni, “il piccolo popolo” potrebbe esaudire qualsiasi vostro desiderio, se avrete il coraggio di avvicinarvi all’albero.

I consigli dea strìa
Si tratta di un albero particolare, dal quale scaturisce un’energia molto forte, associata alla Luna e a Plutone/Saturno. Un’ottima miscela per purificare l’ambiente consiste nel bruciare: incenso, una parte di fiori di sambuco, fiori d’iperico, lavanda e rosmarino. Per la protezione personale portate con voi: una pietra di turchese o granato, fiori di sambuco, foglie di artemisia e salvia, il tutto conservato all’interno di un piccolo sacchetto di stoffa, meglio se bianco e comunque simile a quelli che utilizzate per la profumazione degli armadi. Confezionate il tutto, in una notte di  Luna piena, così da poter “caricare” le pietre.

Bibliografia:
Florario di Alfredo Cattabiani

Lux

 


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