Sorbo

Simbologia planetaria: Marte – Luna

Il sorbo degli uccellatori ha piccole bacche rosse di cui sono ghiotti gli uccellini. Quest’ albero rappresenta la rinascita della luce dopo le tenebre del solstizio. Nel calendario arboreo dei Celti dava il nome al mese compreso fra la terza decade di gennaio e la metà di febbraio che includeva la festa di S. Brigida, personificazione della Dea Bianca.
La festa di Candelora segnava il rinnovamento della natura ed era il primo dei quattro cross-quarter days, in cui le streghe celebravano i loro sabba.
I rami di sorbo, coperti di pelle di toro appena scuoiato, erano usati come estrema risorsa per obbligare i demoni a interloquire. I falò accesi col suo legno servivano a richiamare, grazie a specifici incanti, gli spiriti prima delle battaglie. Essendo un albero sacro alla Triplice Musa, poteva essere usato per dare la morte. Nel romanzo irlandese “Tain Bo Fraoch”, le bacche di sorbo hanno la virtù nutritiva di nove pasti, risanano le ferite e aggiungono un anno di vita all’uomo. Secondo i Celti erano, insieme alla mela, il cibo degli dei. In Scozia e in Scandinavia i rami di sorbo erano usati per scacciare gli spiriti, i demoni e gli stregoni. Alcuni secoli fa in Italia, il primo maggio, le persone erano solite collocare un ramoscello di bacche di sorbo davanti a una finestra per proteggere le case dal male. Doveva essere ben visibile e all’estremità del ramo si attorcigliava un bel po’ di filo rosso. Poi si recitava il seguente incanto: “Ciò che ho modellato stasera possa servirmi come guardiano e protettore della casa e tutti coloro che vi risiedono. Che possa servirmi bene”.
Indossare il legno di sorbo amplifica i poteri psichici, mentre coi rami si possono produrre bacchette per la rabdomanzia. Le bacche si aggiungono negli amuleti atti a favorire la guarigione, il recupero fisico, il successo, la fortuna e la prosperità. In Europa, due ramoscelli di sorbo legati da un filo rosso a formare una croce erano considerati una valida protezione da tenere con sé. Piantato sulle tombe, il sorbo impedisce alle anime di infestare i cimiteri. Piantato vicino all’abitazione, ne diventa il guardiano e veglia sulle persone che vi dimorano. I sorbi che crescono vicino ai cerchi di pietre sono i più potenti.
Presso i Finni era considerato l’albero della vita e proteggeva dai fulmini.
L’etimologia del latino sorbus è incerta: secondo alcuni deriverebbe dal verbo “sorbeo” ossia assorbire. Infatti ad uso interno le bacche cotte aiutano come astringente in caso di dissenteria. Il decotto di foglie è utile per curare la tosse e come espettorante.
Le bacche e le foglie essiccate si bruciano per favorire le visioni mentre i rami sono un vero e proprio amuleto per proteggere l’abitazione dalla negatività e dagli spiriti oscuri.

Curiosità: in Irlanda numerosi boschi di sorbo erano dedicati alla divinazione. Con il suo legno si fabbricavano delle bacchette dette “mano di strega” che servivano a trovare i metalli.

Nota: le bacche non vanno ingerite crude!

Usatelo per: proteggere la casa, risvegliare l’intuizione, allontanare le negatività.

Pietre da associare al sorbo: ematite, pirite, calcite arancione, tormalina nera, fluorite viola, agata rossa.

Bibliografia:
Florario di Alfredo Cattabiani
La dea bianca. Grammatica storica del mito poetico di Robert Graves
Nuova enciclopedia delle erbe, edizioni del Baldo

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