Pioppo


Populus Nigra

Simbologia planetaria: Luna – Saturno

Santi_di_Tito_EliadiIl pioppo era la pianta di Zeus e i sacrifici in suo onore si svolgevano su pire costruite col suo legno. Nell’antica Roma era sacro a Sabazio, divinità connessa alla terra. Secondo la mitologia greco-romana vi era un pioppo nero nell’Ade e uno bianco nei Campi Elisi. Una leggenda narra che le Eliadi furono trasformate in pioppi per aver consentito al fratello Fetonte di rubare il carro solare, con cui rischiò di distruggere i cieli e la terra. Da allora piangono lacrime di ambra. Si può facilmente intuire che il pioppo è un albero connesso alla morte e ai sacrifici. Secondo la tradizione rientra tra le piante usate per fare l’unguento delle streghe. Piantato nel proprio giardino terrebbe lontani i ladri e le dicerie.
In epoca storica la Madre Terra era ancora consultata a Egira, in Acaia, toponimo che significava “il luogo dei neri pioppi“.
Qui le sacerdotesse bevevano sangue di toro, veleno letale per gli altri mortali.
Ulisse nel corso del suo viaggio nell’Aldilà si imbattè nei pioppi neri del bosco di Persefone, insieme con i salici, ad indicare la soglia che divide i vivi dai morti.

Usatelo per: proteggere la casa, amplificare l’intuizione, ritrovare il coraggio nella disperazione, stimolare i sogni lucidi, propiziare la rinascita in ogni settore della vita.

Pietre da associare al pioppo: quarzo ialino, apofillite, rubino, zircone.

Populus alba
In Grecia il pioppo bianco era chiamato “Leuke” in memoria dell’omonima Ninfa che sfuggì al dio Ade. Secondo Jacques Brosse, le foglie dell’albero sarebbero le anime dei bimbi promesse alla resurrezione. Presso i Celti divenne il simbolo dell’equinozio d’autunno e rappresentava la discesa simbolica del Sole negli inferi. Eracle intrecciò una corona di foglie di pioppo e la indossò quando scese nell’Ade. Il mito narra che quelle interne conservarono il loro colore mentre le altre si scurirono per il fumo degli inferi: perciò il pioppo divenne il simbolo della dualità che vi è in ogni cosa.

Pioppo tremolo
Il Populus tremulus ha foglie tondeggianti che tremano alla prima folata di vento. Secondo una leggenda quando giunsero i primi evangelizzatori cristiani l’albero rifiutò di inchinarsi e il Signore lo condannò a tremare per l’eternità. Paradossalmente il suo tremolio libera gli uomini dalla febbre e dai suoi brividi. In Francia quando una persona soffre di febbri persistenti si lega un nastro giallo attorno all’albero sperando di trasmettergli i brividi. Un guaritore prescriveva ai malati di arrampicarsi sull’albero, inciderne la corteccia e succhiare la linfa dicendo “Tremolo, trema più forte di quanto tremi io!”. Del resto le gemme dei pioppi essiccate al sole danno un decotto antisettico, digestivo, sudorifero ed espettorante che cura bronchiti, febbre e reumatismi. Fa parte dei rimedi floreali di Bach (Aspen) ed è adatto a contrastare le paure immotivate, in particolare quella del buio.
Nell’Irlanda antica il fé, la verga con la quale i costruttori di casse da morto misuravano i cadaveri, era di legno di pioppo tremolo, per ricordare alle anime dei morti che quella non era la vera fine. Serti d’oro a forma di foglie di pioppo tremolo sono stati rinvenuti in sepolture mesopotamiche del 3000 a.C.

Il pioppo dei Dakota
Detto wagachun simboleggiava l’asse del mondo nella danza del Sole dei Sioux Dakota. Alce Nero scrisse: ” Piantiamo il pioppo al centro della capanna perché se si taglia uno dei rami superiori di quest’albero, sulla sezione del fusto si vede disegnata una perfetta stella a cinque punte, che per noi rappresenta la presenza del Grande Spirito. La voce del pioppo è udibile con la brezza più leggera: è il suo modo di pregare il Grande Spirito. Rappresenta il Dio supremo, il centro di ogni cosa”.

Bibliografia:
Florario di Alfredo Cattabiani – La dea bianca. Grammatica storica del mito poetico di Robert Graves

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