L’origine delle Rune


Maria-Lucia-Castro__Le-mie-Rune_gSembra che la natura ci abbia deliberatamente fornito un veicolo per accedere al mondo degli spiriti. Si tratta dei c.d. “fosfeni” fenomeni visivi caratterizzati dalla percezione di puntini luminosi, scintille o forme geometriche in assenza di luce. Fosfeni simili a lettere alfabetiche e simboli runici compaiono spesso durante gli stati alterati di coscienza, compresa la meditazione e la magia. Secondo alcuni archeologi e scienziati, queste forme si coagulano rapidamente in un tunnel, oltre al quale, in passato, gli sciamani percepivano un’altra realtà; avrebbero poi dipinto ciò che ricordavano dei loro viaggi all’interno di alcune grotte sacre. E’ interessante notare che nell’ Edda poetica si legge:

« Lo so io, fui appeso al tronco sferzato dal vento per nove intere notti, ferito di lancia e consegnato a Odino, io stesso a me stesso, su quell’albero che nessuno sa dove dalle radici s’innalzi. »

Si parla di una ferita auto-inflitta seguita da nove giorni e notti di grave privazione. Quindi, le rune sono il risultato del contatto con il mondo degli spiriti o di cambiamenti chimici avvenuti nel cervello?
C’è un altro fatto che merita attenzione. Esistono diversi sistemi di rune con simboli quasi identici fra loro, il che fa pensare che abbiano un’origine comune. Può darsi che sciamani appartenenti a culture diverse fossero riusciti ad entrare in trance tramite pratiche meditative simili? Poiché la neurofisiologia è uguale per tutti, tutti hanno prodotto visioni e rune somiglianti. Eppure attorno a questi simboli ancora oggi c’è un alone misterioso, potente ed etereo. Se l’origine delle rune è nella mente subconscia di tutta l’umanità è semplice intuire perché risuonano in ognuno di noi.

 

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