Simbologia dell’Incenso


incensi-in-grani_bL’incenso fin dall’antichità era considerato una resina sacra. Veniva usato in Grecia durante i culti misterici e nei sacrifici; venne adottato anche a Roma dove era offerto assieme al vino a Giano, Giove e Giunone prima di iniziare la mietitura. Secondo un mito, la pianta sarebbe nata da una ninfa.
Le erbe aromatiche erano chiamate “thuon” e avevano la capacità di unire il Visibile al Non Manifesto, gli uomini agli dei.
L’incenso nelle culture ebraica e cristiana, simboleggiava le preghiere che salivano al cielo. La parola incenso deriva da “incendere“, fiammeggiare, bruciare, risplendere; e non a caso è l’essenza del Leone. La sua raccolta infatti, coincide proprio con l’inizio del segno solare ed era eseguita secondo precisi canoni, evitando il contatto con donne e morti, considerati impuri. In relazione all’incenso quale dono dei Magi, rappresenta il Cristo-sacerdote che con il suo sacrificio si pone come tramite fra il Padre e gli uomini. Essenza solare e purificatrice (fuga i demoni) può essere utilizzato per creare il proprio spazio sacro per meditare. Oggi viene venduto in pezzi dalle molteplici forme e si presenta di colore variabile dal rosso al bruno.

Bibliografia:
Calendario. Le feste, i miti, le leggende e i riti dell’anno, di Alfredo Cattabiani.

Lux

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