Simbologia e usi magici della Phytolacca americana


La Phytolacca americana detta volgarmente Uva Turca, Uva selvatica, Amaranto, Belladonna d´Italia, è una pianta originaria dell’America del Nord.
Cresce selvatica nelle siepi, lungo le strade e i fiumi di campagna, sia in pianura che nelle zone montane. Tutte le sue parti sono tossiche ad esclusione dei germogli che una volta cotti possono essere consumati.
Contiene saponine steroidiche e se ingerita può provocare diarrea, vomito, midriasi e scompenso cardiocircolatorio.
Il suo nome deriva dal greco “phyton” pianta e dalla radice araba “lakk” lacca a causa del succo viola intenso dei frutti anticamente usato come inchiostro e colorante.
I Nativi Americani utilizzavano l’infuso delle radici per espellere dal corpo gli spiriti maligni associando la purificazione spirituale alla forte azione purgante.
In medicina recenti studi dimostrano la sua efficacia nel contrastare l’HIV, i carcinomi e la leucemia infantile.
La Phytolacca è connessa a Marte, alla Luna e a Mercurio perciò trova impiego in tutti i rituali di protezione, esorcismo e allontanamento delle energie negative, per incrementare il coraggio, la forza, volontà e per la creazione di sigilli.
Se desiderate allontanare il male dalla vostra casa sarà sufficiente attendere la luna nuova, far bollire per 13 minuti la radice essiccata (o le sue bacche) in un po’ d’acqua, filtrare il tutto e poi versarlo lungo il perimetro dell’abitazione.
Se una persona vi sta facendo del male e volete bloccarla procuratevi un suo oggetto e un pezzo di radice essiccata di Phytolacca. Poi sciogliete tanta cera nera quanto basta a formare una piccola sfera che li inglobi. Infine gettatela in un corso d’acqua corrente. Al soggetto in questione non accadrà nulla di male ma lo allontanerete impedendogli di disturbarvi.
Questa pianta cade sotto il dominio di Marte, “pianeta guerriero” che simboleggia il coraggio e la volontà: per ritrovare forza e determinazione portate con voi un sacchettino rosso all’interno del quale avrete inserito un granato rosso, tre foglie di alloro e un pezzo di radice essiccata di phytolacca.
Il succo delle bacche opportunamente conservato in bottigliette scure (e un po’ d’alcol) è un ottimo inchiostro per realizzare sigilli di protezione.

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