Simbologia dell’Olivo


UliviCieloGialloSecondo il mito, Eracle Dattilo piantò su una collina che Zeus aveva dedicato a Crono, un bosco di oleastri. Questi alberi, divennero per ordine dell’Oracolo di Delfi, il premio donato ai vincitori dei Giochi Olimpici. Ma un altro mito, narrava che l’olivo, fu creato da Atena, ed assunto come emblema di castità, tanto che era proibito bruciarne il legno o danneggiarli.
Atena era la dea generata dal cranio del padre, rivestita d’oro splendente, vergine e mediatrice, sapienza che guida e sorregge ogni uomo perché non sia incatenato alla sua terrestrità. L’olivo è quindi fuoco scintillante (uno degli epiteti di Atena era Glaucopide), simbolo dell’eterno, di prosperità e pace. Infatti, oltre all’episodio biblico in cui la colomba torna da Noè col ramoscello d’olivo, in segno di nuova alleanza con l’uomo,  in passato, un esercito che voleva la pace dopo una battaglia, la chiedeva tramite un araldo che doveva presentare al nemico un vaso pieno d’olio d’oliva.
I Romani utilizzavano i suoi rami in una cerimonia tipica di Capodanno. All’alba delle Calende di gennaio due fanciulli prendevano ramoscelli d’olivo e del sale, ed entravano nelle abitazioni augurando letizia, salute e ogni altro bene. All’olivo si ispirava anche un’altra antica tradizione: le Croci di Maggio. Era usato anche nello svolgimento dei riti misterici, come suggerisce l’inno omerico a Demetra. In Egitto, quando una donna si sposava, era usanza regalarle rami d’olivo, in segno della vita che si evolve e  rinnova. A Creta, il giorno del matrimonio gli sposi piantano un albero di olivo, poiché si crede che in tal modo, il loro amore crescerà vigoroso, immutabile e darà molti frutti. Quando i coniugi muoiono, i figli legano attorno al tronco, un drappo bianco in segno di lutto. In Giappone è l’albero della vittoria e i suoi rami vengono donati a coloro che si distinguono nella vita civile o negli studi.
Il ramo d’olivo della Bibbia, rappresentava il Cristo e alludeva alla riconciliazione fra il Signore e gli uomini, di cui la Pasqua è l’evento storico. Per questo, i contadini una volta piantavano un ramo d’olivo benedetto nei campi: avrebbe allontanato le streghe e i fulmini. Una leggenda racconta, che dopo il peccato originale Eva decise di recarsi nell’Eden col figlio Set per invocare misericordia. L’Arcangelo Michele le donò un ramo d’olivo che, piantato sulla tomba di Adamo, crebbe in breve tempo. E dallo stesso albero si ricavò il legno per la croce di Cristo. Non deve stupire se quasi profeticamente, nell’Annunciazione di Simone Martini, al posto del giglio compare il ramo di questa pianta.
Ma anche nel Corano è descritto un olivo misterioso: “Dio è la luce dei cieli e della terra. La sua luce è come quella di una lampada, collocata in una nicchia entro un vaso di cristallo simile a una scintillante stella, e accesa grazie a un albero benedetto, un olivo che non sta a oriente né a occidente, il cui olio illuminerebbe anche se non toccasse fuoco. E’ luce su luce”.
La nicchia è la sensibilità dell’uomo, la lampada è lo spirito profetico e il fuoco è lo spirito divino, illuminante. Solo Dio è in se stesso Luce e quando questa luce scende nel cuore, la lampada risplende. Il cristallo è l’immaginazione che si deve purificare e correggere finché non diventi pura trasparenza immaginale degli archetipi cosmici. I musulmani ritengono che quest’albero contenga molta “baraka“, ossia forza vitale. L’olivo è l’Asse del Mondo, l’Albero della Vita, che collega cielo, terra e inferi. Per questo, il suo olio sacro rigenera spiritualmente e introduce alla sfera divina, simboleggiando la presenza del Signore. L’unto per eccellenza, non a caso era il Messia.
L’olivo infine, fu eletto simbolo della Mansuetudine, della Carità e dell’Unione civile dei cittadini.

I consigli dea strìa
L’olivo è una pianta di Luce, Solare. I suoi frutti sono ricchi di minerali e vitamine e l’olio che si ricava per pressione a freddo è utile a far diminuire il colesterolo nel sangue. I Romani ritenevano che i massaggi con l’olio fossero un bagno di giovinezza: in effetti è lenitivo, emolliente e cura screpolature e ustioni. Del resto, era sacro sia a Giove che a Minerva. Come tutte le piante legate al Padre Celeste, stimolerebbe la virilità del maschio e neutralizzerebbe il veleno delle serpi. Le foglie d’olivo tenute in casa, propiziano pace e serenità. Per eliminare lo stress dopo un periodo negativo, potete far bollire per un quarto d’ora una manciata di foglie d’olivo in un pentolino, filtrare e aggiungere all’acqua del bagno. L’effetto sarà amplificato se aggiungerete un’acquamarina e 7 gocce di olio essenziale di lavanda.
Per l’abbondanza bruciate un incenso composto da: foglie d’olivo, incenso in grani, cannella e camomilla (fiori).
Questa pianta è particolarmete adatta ai segni di fuoco contro infiammazioni e stitichezza e a quello del Toro, per riequilibrare gli eccessi alimentari; il Capricorno può trarne giovamento per le problematiche relative alla pelle (pelle secca o sensibile, dermatiti irritative e allergiche da contatto). Se nel mito l’olivo viene piantato nella collina sacra a Crono, l’olio sarà utile anche a curare ossa, pelle, unghie, capelli, che cadono sotto il dominio del dio del Tempo.

Bibliografia:

Lux

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