Il Destino


1bc6f6ca0947b11741ab9199669451bdL’esistenza del concetto di destino, si oppone al libero arbitrio. Le civiltà antiche, temevano la sorte ma allo stesso tempo, cercavano un ordine universale e delle spiegazioni che collegassero ogni evento. I casi della vita e della morte erano prestabiliti dagli dei o altre entità.
Secondo le principali tradizioni esisterebbero tre tipi di destino:

-Destino bruto: si attua senza intervento esterno;
-Destino individuale: determinato dalla volontà e dalla coscienza della persona;
-Destino del karma: risultante dal risultato dei comportamenti.

Ammettere l’esistenza del destino significa rimettere in discussione la libertà umana e il valore delle proprie azioni.
Per i Greci, il destino era al di sopra degli dei e veniva stabilito dalle Moire (Parche per i Romani). Tuttavia, si poteva prevedere tramite gli oracoli.
Le principali religioni monoteiste, sebbene siano basate su profezie, considerano la divinazione, intesa quale metodo per prevedere gli eventi futuri, un atto sacrilego ed è vietata.
Del resto, se ammettiamo che il destino esista, ammettiamo anche l’esistenza di Dio, in quanto dovrà pur esserci un’entità superiore (o più entità) che lo stabilisce. La Bibbia stessa afferma “le vie del Signore sono imperscrutabili”, quasi a spiegare il a38060b5e1b47a722c4a264e910ddc9eparadosso delle sofferenze inflitte al genere umano.
Tutte le credenze, giungono alla conclusione che le prove alle quali una persona è soggetta, puntano al suo miglioramento.
In alcuni casi il dolore interverrebbe per farci prendere coscienza di forze ignorate a livello inconscio. Come sostiene Laurence Hillman: “o prendi atto degli archetipi cosmici che vivono in te, o loro prenderanno il sopravvento sulla tua vita, rendendola dolorosa”. In tal senso, sarebbe di grande aiuto lo studio del tema natale di un soggetto, che attraverso la presa di coscienza di ciò che deve correggere in se stesso, potrebbe, attraverso la sua volontà ed i suoi atti, migliorare il proprio destino.
Del resto anche Jung affermava che il destino era determinato in larga parte dai contenuti inconsci di una persona.
In Egitto, la divinità associata al destino era Shai, presente alla nascita e alla morte e alla pesatura dell’anima di un individuo; Meskhenet era la dea del parto e stabiliva il destino del bambino appena nato; Le Hator erano le sette fate madrine che rivelavano in occasione di alcune nascite eccezionali il destino del neonato (ciò avvenne per esempio per Cleopatra).
In Germania, le tre filatrici che presiedevano ai destini umani erano le Norne. In India, Brahma, rappresentava l’implacabilità del destino e Lakshmi personificava la provvidenza, la fortuna, il destino benigno. In America, i Yohualteuctin erano le nove divinità azteche che governavano il destino. In Cina, Cheu-sing era il dio della Longevità che decideva il decesso delle persone anche in base ai loro comportamenti. Il Grande Imperatore del Picco dell’Est invece, determinava l’esistenza di ogni animale e uomo dalla nascita alla morte.

Bibliografia:

Lux

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