Simbologia della Viola


1554364_713632268669272_750478183_nSe mi chiedessero cos’evoca in me la viola, risponderei che si tratta di un fiore minuto di rara bellezza, capace di risvegliare in chi la osserva pensieri d’amore e incanto. Con i loro colori sgargianti, ravvivano i giardini estivi, donando note di autentica allegria durante tutta la primavera. In casa mia non possono mancare e hanno un posto d’onore accanto alle rose rosse. Ma ora facciamo un salto a ritroso nel tempo e vediamo quali segreti può svelarci questo fiore. C’era una volta una ninfa fluviale di nome Io, così seducente che persino Zeus si innamorò di lei. Un giorno le ordinò in sogno di recarsi sulle rive del lago di Lerna, dove avrebbero potuto abbandonarsi alle “battaglie di Venere”. Era, che conosceva i vizi del marito, volgendo lo sguardo verso l’Argolide si accorse di una densa nebbia in pieno giorno che aveva creato una cappa di oscurità impenetrabile. Allora decise di scendere sulla terra ordinando alle nebbie di dissolversi. Ma il divino consorte, avendo presentito l’arrivo della gelosissima moglie, aveva già tramutato Io in una bianca giovenca. Era, che osservava quell’animale con sospetto chiese a Zeus di donarglielo. Il re degli dei acconsentì ed Era per evitare che la bestia sparisse misteriosamente l’affidò ad Argo dai cento occhi. Io era disgustata dal cibo delle giovenche così Zeus, per evitare che morisse di fame fece nascere dalla terra la viola mammola che la ricordava nel nome “ion” e divenne il suo cibo. Zeus impietosito dalla prigionia alla quale era sottoposta Io, chiese ad Ermes di liberarla, che camuffatosi scese sulla terra; suonando una musica soave, con uno strumento fabbricato grazie ad alcune canne, Argo lo invitò a trascorrere qualche ora insieme. Non appena tutti gli occhi del mostro si chiusero, Ermes gli mozzò il capo con una spada a forma di falce. Ma appena Era scoprì il delitto, costellò la coda del pavone degli occhi di Argo e mandò un tafano a pungere la giovenca che cominciò a correre per tutto il mondo. Giunse prima a Dodona, poi attraversò il mare che da lei prese il nome di Ionio; e dopo un lungo peregrinare arrivò in Egitto dove Zeus, placata la gelosia di Era, poté restituirle le sue fattezze. E in quella terra Io regnò col nome di Iside.
Una versione del mito frigio di Attis narra che il giovane impazzito per opera della dea Agdistis, la quale non voleva che si sposasse con la principessa Atta si evirò sotto un pino e morì. Dal suo sangue crebbero viole dai petali rosseggianti. Anche Atta si suicidò e midsummerdal suo sangue nacquero altre viole.
Nella Roma imperiale il 22 marzo era “il giorno della viola” e in onore di Attis si svolgeva una processione dove si trasportava un tronco di pino ornato da ghirlande di viole.
Nel mito di Ione, il capostipite degli Ioni, si narra che l’eroe ricevette una corona intrecciata di viole gialle dalle Ioniàdes, le ninfe delle viole, a simboleggiare la regalità divina e umana.
I cavalieri della Tavola Rotonda usavano questi fiori nella divinazione interpretando il numero e la disposizione dei raggi presenti nei petali.
La viola del pensiero chiamata dai francesi pensée, nel “Sogno di una notte di mezza estate” è un fiore che propizia l’amore.
Quando Joséphine Beauharnais incontrò per la prima volta Napoleone gli donò un mazzetto di viole mammole; peccato che il consorte le adottò anche per l’amante, Maria Walewska.
Nel linguaggio dei sentimenti il messaggio della viola è: “penso sempre a te, tu pensa a me”.

I consigli dea stria
IMG_0057La viola è associata alle Ninfe, a Iside, a Cupido. Possiamo desumere che sia utile a favorire l’amore, dato che è posta sotto il dominio di Venere e Plutone. Al Dio è sacra la viola cornuta nera, che simboleggia la morte e la resurrezione in linea coi miti  di Attis e Persefone (stava raccogliendo violette e gigli quando Ade la rapì). Nella mitologia greca, la viola nera nasce dalle lacrime di una ninfa trasformata in un corvo bianco. In Francia, i contadini sostengono che quando una donna anziana muore, tutte le violette nei dintorni appassiscono; rappresenta quindi la saggezza e l’olio essenziale si usa proprio per favorire la comprensione delle cose occulte.
Lo sciroppo di viole lenirebbe le pene d’amore; si ottiene lasciando a macerare 60 grammi di petali di viola (mammola) in 150 ml d’acqua bollente. Filtrate dopo 2 ore, aggiungete  300 gr di zucchero e mescolate fino a quando non si sarà sciolto. Quando avrà assunto una consistenza sufficiente lasciatelo raffreddare e assumetene tre cucchiai.
Si dice che il profumo di violetta accenda la sensualità e spruzzato sui polsi e sul collo renda irresistibili.
Chi è bloccato dal punto di vista sentimentale e crede che la sfortuna in amore lo perseguiti può prendere un sacchetto di stoffa verde ed inserire all’interno una manciata di petali di viola, verbena e rosa assieme ad un quarzo rosa. Chiudete con nastro verde ed esponete il talismano ai raggi della luna piena. Se il sacchetto viene confezionato di venerdì e nell’ora di Venere avrà maggiore efficacia. liquore_violetta
Questo fiore è particolarmente adatto ai segni dello Scorpione e della Bilancia; per il primo segno la viola sarà una valida alleata nella seduzione; per il secondo scioglierà la timidezza e mitigherà le pene d’amore tipiche dei nativi.
Inoltre è sacra a Giove e adatta a purificare gli ambienti.

Nei sogni
Secondo Artemidoro, il presagio muta a seconda che il sogno si verifichi o meno nei primi giorni di primavera, il tempo delle viole: nel giusto periodo promettono un miglioramento di posizione; fuori stagione, litigi e perdita di denaro. Coglierne assicura amori onesti e una richiesta di matrimonio.

Bibliografia:
Florario di Alfredo Cattabiani


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