Simbologia della Lavanda


imagesIniziamo il nostro viaggio alla scoperta delle “erbe buone” da una pianta che mi è particolarmente cara: la lavanda. Amo il suo bel fogliame argenteo/lunare, la sua fragranza intensa e il colore delle sue “spighe” che rimanda al “Sahashrara” e dunque agli stati superiori di coscienza. Non a caso, è impiegata per realizzare l’Acqua di S. Giovanni. Il nome latino è il gerundivo di lavare, poiché il fiore veniva utilizzato per profumare l’acqua per lavarsi. La sua essenza ha evocato il simbolo della Virtù e della Purezza dell’anima, ma anche il Battesimo. La sua spiga, proteggerebbe da ossessioni, demoni, disgrazie oltre che propiziare prosperità e fecondità. In Valdinievole (Toscana) era usata per togliere il malocchio ai bimbi. Si pensa che la lavanda, abbia la proprietà di restituire la parola a chi l’ha perduta per un trauma. Inoltre, durante la notte di S. Giovanni, era fondamentale per proteggersi dalle streghe: non avrebbero potuto resistere a contarne fili e chicchi. Nel linguaggio dei fiori significa: ” Il tuo ricordo è la mia unica, serena felicità”. La sua fragranza crea intorno al soggetto un’aura dolcemente luminosa, attraendo energie esterne favorevoli. Nell’antica Roma era sacra alla dea Vesta e le vestali se ne cingevano il capo durante i riti. Nel 1700 era considerata una panacea contro i disturbi nervosi e gli svenimenti. In Egitto, profumava i luoghi di culto. Tradizione popolare vuole che mettere delle spighe di lavanda nel corredo nuziale della sposa renderà la sua vita coniugale felice. La lavanda serve dunque a “lavare via” le negatività, la sfortuna e il malumore: ha proprietà purificatrici. Stimola il tono dell’umore, l’amore e se indossata funge da tonico per la resistenza fisica. Fatta seccare in un mazzo e appesa dietro alla porta principale, proteggerebbe gli abitanti della casa. Qualche goccia di essenza può essere usata nel diffusore, in quei luoghi in cui vi sono energie negative “stagnanti” a causa di liti e contrasti. Per rilassarvi, potete bere una tisana con un cucchiaino di fiori di lavanda e uno di gelsomino, dolcificata a piacere e lontano dai pasti (max 3 volte al dì). In alternativa, se vi sentite depressi, spossati e nervosi potete immergervi in un bagno caldo in cui avrete precedentemente immerso le “spighette” di lavanda. Può andar bene anche l’olio essenziale. Se come me non avete una vasca, potete passare i fiori sul vostro corpo sotto la doccia, assieme ad una manciata di sale grosso (badate che l’acqua sia calda): la malinconia lascerà subito il posto ad una grande pace interiore. Per purificare l’abitazione potete bruciare come incenso (dopo averli fatti essiccare), un pizzico di capolini di lavanda e qualche foglia di rosmarino. La lavanda è posta sotto il dominio di Mercurio ed è particolarmente adatta ai segni dell’Ariete, dei Gemelli e ai sensibili segni d’acqua.

Bibliografia:
Florario di Alfredo Cattabiani
Il grande libro delle piante magiche di Laura Rangoni Scoprire

Lux

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