Simbologia del Vischio


Il-vischio-per-il-bacio-di-fine-anno-a22923566Nel periodo di Natale si usa appendere rametti di vischio sulle porte di casa, perché lo si considera un amuleto contro le disgrazie e gli influssi negativi. Non si deve raccoglierlo con le mani, specialmente con la sinistra, altrimenti porta sfortuna.
I Celti consideravano sacra questa pianta, poiché non aveva radici ed era nutrita dal fuoco celeste. Infatti credevano che nascesse nei luoghi colpiti dai fulmini, metafora della discesa divina. Sceglievano specialmente quello che si trovava nei boschi di rovere e dopo averlo tagliato con una falce d’oro lo immergevano nell’acqua che distribuivano a chi desiderava guarire da qualche male o preservarsi da future malattie.
I Druidi osservarono che quando gli alberi decidui perdevano le loro foglie, il vischio prosperava, perciò divenne simbolo di rinascita. Era anche una fonte di nutrimento e riparo per gli uccelli, che nidificavano fra i suoi rami, portando nel bosco i semi di altre piante permettendo la continuità della vita.
Il vischio, quando cresceva su un albero di quercia, “la regina” della foresta, assumeva una rilevanza del tutto particolare. Si creava il connubio perfetto, la fusione del principio maschile con quello femminile, così fu impiegato per celebrare le unioni d’amore, a rappresentare il matrimonio perfetto.
Il concetto di immortalità entrò a fare parte anche della mitologia norrena. Baldr, figlio di Odino, fu trafitto da una freccia fatta col vischio, morì  e scese negli inferi. Incapaci di sopportare il dolore per una tale perdita, Frigg e Odino lo fecero risorgere, trasformando il vischio in una pianta sacra, simbolo dell’amore che vince ogni cosa, anche la morte. Pianta che divenne attributo di Freya, la dea dell’amore e della fertilità.
Non a caso, la parola “vischio” significa “che guarisce tutto“. In Svezia, nel giorno di San Giovanni si preparavano delle bacchette divinatorie con i suoi rami, necessari a trovare l’oro.
Se il vischio scopre l’oro è della stessa natura del Sole, che a sua volta non è solo un astro, ma la manifestazione visibile della divinità.
Nel sacro bosco di Diana, sarebbe diventato sacerdote soltanto chi riusciva a prendere “il ramo d’oro” posto su una quercia.
Nella Cristianità, il vischio è diventato emblema del Cristo (Luce del Mondo), data la sua natura solare e il suo legame con i solstizi.
Dal vischio deriva l’aggettivo vischioso, per indicare una sostanza appiccicosa che si ricava dalle sue bacche; sicché alcuni poeti, dal Petrarca al Poliziano, s’ispirarono alla pianta per alludere all’inganno, all’insidia ma anche all’attrazione amorosa per la quale un uomo rimane avvinto a una donna.
Il vischio fu rinvenuto anche all’interno di alcune tombe nello Yorkshire: sacro a Proserpina, avrebbe aperto le porte dell’Ade se strappato dalla pianta del leccio.

Attenzione: le bacche sono velenose.

I consigli dea stria:
Dal momento che il Vischio è associato al Sole, grande padre celeste, è impiegato nei rituali atti a preservare la salute e favorire la fertilità.
Dal momento che la luce “fuga” i demoni, un bagno con una manciata di foglie di vischio e sale grosso è utile nei periodi in cui ci si sente “negativi”, per purificarsi. Un ciuffetto di vischio portato con sé, è un valido amuleto contro la sfortuna.
Per allontanare le energie negative dalla casa potete bruciare un incenso composto da: aghi di rosmarino, iperico, foglie di salvia, fiori di elleboro, lavanda e foglie di vischio. Fatelo di giorno, quando la luce entra abbondantemente in casa.
Il Vischio, sacro a Proserpina, può essere utilizzato anche per decorare le tombe dei propri cari durante il solstizio d’inverno come segno augurale di una felice rinascita nell’Aldilà.
Infine, per propiziare la fertilità e l’amore consiglio di bruciare un incenso composto di: fiori di verbena, petali di rosa, fiori di gelsomino, qualche grano di pepe e foglie di vischio. Nei sogni il vischio indica il ed è di buon auspicio per quanto riguarda la realizzazione del proprio potenziale.

Bibliografia:
Florario di Alfredo Cattabiani

Lux

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