Simbologia del fagiolo


jackCome tutti i legumi, anche il fagiolo era considerato un cibo associato al ciclo perenne della natura, al succedersi di vita e morte e dunque impuro. Per questo motivo nella Roma antica, si estraeva un fagiolo per designare il re dei Saturnali, colui che regnava su quei giorni carnascialeschi di caos rituale, di rovesciamento dei ruoli, di confusione fra vita e morte, che segnavano la fine del vecchio anno preludendo al nuovo. Collegati al riaffiorare delle forze infere, nelle campagne le mamme raccomandavano ai bimbi di non giocare o attardarsi nei campi di fagioli, perché poteva apparir loro il demonio. Anche nel delta del Tonchino i fagioli appaiono nelle cerimonie del Capodanno annamita, quando si offrono sugli altari i dolci “bahntrung“, confezionati con riso, carne di maiali e questi legumi.
Ma presso il popolino i fagioli assumevano tutt’altro significato: grazie alle loro proprietà nutritive e al gusto sapido e corposo furono considerati afrodisiaci.
In Giappone tradizione vuole che i fagioli allontanino demoni e fulmini, mentre in Europa hanno evocato il simbolo dell’immortalità, in quanto una volta immersi nell’acqua ritornano freschi.
Nella medicina cinese vengono utilizzati per curare e favorire il funzionamento dei reni, di cui hanno la forma.
E sappiamo che i reni sono responsabili della purificazione dell’organismo: acqua e rigenerazione sembrano elementi strettaemente collegati a questo legume.
Nel popolare racconto inglese “Jack and the Beanstalk“, recentemente rielaborato nella pellicola “il cacciatore di giganti”, il fagiolo è una pianta magica che crescendo, fa da ponte fra il mondo dei vivi e quello dei giganti. Sembra plausibile che la magia del fagiolo risieda proprio nel porre simbolicamente in contatto fra loro gli Altri-mondi.

I fagiolini
Altrettanto gustosi sono i fagiolini, detti anche cornetti, teneri bacelli quasi privi di semi che si mangiano lessati. Questi, hanno ispirato un’usanza toscana secondo la quale le giovani in età da marito intrecciavano coroncine di fiori e fagiolini appena colti. Se ne adornavano i capelli e durante le tre notti di plenilunio, al sorgere della luna, danzavano in cerchio nella radura di un bosco. Alla terza notte la coroncina che era meno appassita indicava colei che entro un mese avrebbe incontrato il futuro sposo.

Bibliografia:
Florario di Alfredo Cattabiani

Lux

+ Non ci sono ancora commenti

Aggiungi il tuo commento