Erbe per il quarto chakra


Il quarto chakra è chiamato “Anahata” che significa “distaccato o non colpito”. E’ legato all’importanza di amare incondizionatamente e di essere amati.
Il dolore è ciò che blocca il chakra del cuore perché lo fa chiudere. Ci chiudiamo mentre lo scopo dell’amore è quello di essere riversato nel mondo, proprio come una coppa traboccante. A livello fisico il chakra del cuore è associato al sistema cardiovascolare, al sistema immunitario, ai polmoni e ai muscoli del torace. Quando il cuore soffre è faticoso perfino respirare.
Se Anahata è debole possono intervenire squilibri come asma, depressione, ipertensione.
A livello emotivo la persona potrebbe evitare di innamorarsi o fare amicizia per timore di soffrire. Chi è stato ferito al cuore difficilmente si lascerà andare: rimarrà ancorato al passato evitando di costruire legami nel presente. Se il quarto chakra è sovraccarico è possibile che nell’ambito delle relazioni una persona necessiti di continue conferme e richieda attenzioni eccessive, dimostrandosi “soffocante”.
Altri segnali che indicano uno squilibrio dell’energia di Anahata sono: egoismo, mancanza di compassione, eccessivo spirito di sacrificio, tendenza a giudicare in modo troppo severo se stessi e gli altri, perfezionismo. A livello mentale si potrebbe avvertire un dolore opprimente e la necessità di isolarsi.
Oggi vediamo quali erbe possono aiutarci a ristabilire l’equilibrio del quarto chakra:

Biancospino
biancospino proprietàIl tè o la tintura di Biancospino rinforza la fiducia nella vita e incoraggia a seguire il proprio cuore. Fin dall’antichità i rami fioriti di questa pianta furono tenuti in casa per propiziare l’amore e l’armonia. I Celti raccoglievano il Biancospino solo la mattina di Beltane (1 maggio) poiché era l’unico momento in cui le fate avrebbero concesso di tagliare la giusta quantità di rami senza arrabbiarsi.
I frutti di Biancospino contengono vitamina B1, B2 e C, sostanze zuccherine, sali minerali, acido malico.
Ad uso interno è utile per quanti soffrono di arteriosclerosi, ipertensione, nervosismo, vertigini e insonnia. Fiori, frutti e foglie migliorano l’irrorazione delle coronarie, regolarizzano la pressione, il ritmo e la forza di contrazione cardiaca. Ad uso esterno il decotto dei frutti e della corteccia o l’infuso dei fiori sono un antinfiammatorio delle gengive e delle mucose della bocca. Il bagno di biancospino è rilassante ed esercita una buona azione sedativa in caso di depressione, angoscia, palpitazioni e vampate da menopausa. Polpa e frutti sono utili a contrastare la diarrea.
L’olio essenziale è consigliato in tutti quei momenti in cui ci si sente scoraggiati: poche gocce diffuse in camera da letto allontanano l’ansia, sciolgono i blocchi energetici, donano speranza e attenuano la sfiducia e le incomprensioni con gli altri.

Rosa
proprietà rosaLa Rosa è il simbolo universale dell’amore: posta fin dall’antichità sotto la tutela di Afrodite propizia la bellezza e la sensualità, l’amicizia e le relazioni con gli altri. E’ un fiore davvero speciale che evoca l’idea della ruota, l’eterno ciclo vita-morte-vita e della creazione continua. Rappresenta l’anima, il cuore, il dono dell’amore più puro. In epoca ellenistica era l’emblema del primo grado di iniziazione ai misteri di Iside.
I petali di rosa sono ricchi di vitamina C, carotene, vitamine del gruppo B e K, e il tè ottenuto dalla loro infusione (un cucchiaino per tazza) é ottimo contro il raffreddore, la faringite, la bronchite oltre ad essere un tonico naturale. Ad uso interno sono digestivi e astringenti intestinali. Fare un bagno con qualche goccia d’olio essenziale di rosa e i petali del fiore, aiuta a sedare l’ansia, la depressione e le nevrosi oltre a ringiovanire, purificare e tonificare la pelle. E’ utile anche in caso di lievi scottature estive o dermatiti di origine allergica. Per combattere i problemi di origine nervosa è possibile preparare un’acqua di rose: raccogliete i petali al mattino presto (almeno 10 gr) e poneteli in una ciotola dove avrete precedentemente versato dell’acqua calda, poi respirate a fondo, coprendovi il capo con un panno di cotone. In alternativa usate l’acqua per un massaggio rilassante alle tempie, rafforzerà anche il sistema immunitario. Il decotto dei frutti di rosa canina disintossica l’organismo, mentre ad uso esterno, l’infuso di foglie e boccioli è un buon cicatrizzante di piaghe e ferite. Sono ottimi nelle marmellate e svolgono una funzione rimineralizzante. Assunti con un cucchiaio di miele rafforzano il sistema respiratorio.

Maggiorana
MaggioranaLa Maggiorana, come la Rosa, nell’antichità era sacra a Venere: si credeva che portare con sé un ramoscello di questa pianta allontanasse ogni sventura. Si utilizzava nei rituali per favorire l’amore, la felicità, la guarigione e non mancava mai nei matrimoni romani, simbolo della costanza nei sentimenti.
Si tratta di una pianta versatile perché ha sia effetti rilassanti che fortificanti. Restituisce il benessere a chi è molto provato a livello fisico ed emotivo. Agisce a livello della sfera nervosa ove esercita un effetto riequilibrante in caso di stress con somatizzazioni quali palpitazioni, cefalea, disturbi digestivi, vertigini, tic.
L’ infuso di fiori e foglie stabilizza l’emotività e attenua il senso di stenia, la letargia e la sensazione di esaurimento. Inoltre, aiuta a combattere gli stati influenzali, la tosse e la sinusite.
L’olio essenziale serve a lenire il dolore delle contratture muscolari, strappi, lombalgie, geloni. Qualche goccia sul collo, regola la tiroide quando tende all’iperattività. Il suo profumo favorisce il riposo e assieme all’olio di rosa e cipresso serve ad accettare una perdita affettiva (ad esempio la fine di una storia d’amore) o un lutto.
Simbolo della bontà e del conforto è considerata anafrodisiaca: riconverte l’energia sessuale in capacità di dare amore, calore, vicinanza. E’ adatta a chi sente di avere il cuore infranto e ha bisogno di affetto.
Nota: non usare durante la gravidanza.

Gelsomino
WSY0034597_3857Secondo una credenza araba il paradiso profuma di gelsomino simbolo dell’Amore divino. La struttura del Jasminum officinale è a cinque petali, numero associato alla Grande Madre e al pianeta Venere. Agisce a livello del sistema nervoso e dell’apparato genitale femminile. Una tisana a base di fiori di gelsomino è efficace in caso di disturbi psicosomatici, rilascia la tensione nervosa, migliora l’umore, tonifica la mente. A livello emotivo rende più fermo il carattere, orienta la volontà e aiuta a superare l’inerzia e la sfiducia. Serve in tutti quei casi in cui una persona è depressa a causa di un approccio alla vita basato su valori e scelte che inibiscono i bisogni più veri e profondi della sua anima.
L’ olio essenziale di gelsomino (2 gocce in 50 ml di olio vettore) è indicato nei massaggi per calmare i dolori mestruali e favorire un flusso regolare. L’essenza riscaldante spalmata sul bacino stimola la circolazione predisponendo all’unione sessuale. Il gelsomino è un potente afrodisiaco utile a rilasciare il senso di inadeguatezza. A livello spirituale permette di vedere la sessualità come espressione del divino.
Non dimentichiamo che l’idrolato di gelsomino è un ottimo tonico per la pelle (attenua screpolature e arrossamenti) e previene la formazione delle rughe svolgendo un’azione rivitalizzante.
Nota: non usare durante la gravidanza.

Enula
proprietà inula heleniumL’Inula Helenium è il nome della piantina nata dalle lacrime di Elena moglie di Menelao. Il nome Elena deriva da Elios  e significa solare, luminosa. Il suo fiore è composto da tanti capolini che assieme attraggono gli insetti impollinatori ad evocare l’importanza della solidarietà. La radice latina della parola solidale vuol dire integro, sano. Affinché un corpo sia sano tutte le sue parti devono essere unite e collaborative, in equilibrio. L’enula serve proprio a mantenere un PH corretto, stimolando la diuresi al fine di eliminare le scorie, gli eccessi di acido, i cloruri, l’urea. Favorisce inoltre le attività digestive ed epatiche e sostiene nelle sindromi diabetiche caratterizzate da acidosi e da difficile metabolismo degli zuccheri. La sua natura venusiana attenua i disturbi mestruali, le affezioni cutanee e rinforza il sistema immunitario. Si usa la radice in infuso: un cucchiaino da caffè per tazza di acqua bollente. E’ possibile acquistare anche la tintura madre.
Nota: non usare durante la gravidanza.

Verbena
proprietà verbenaDetta “herba veneris” o erba di Venere, anticamente era utilizzata  per creare filtri d’amore e come afrodisiaco. Gli alchimisti la chiamavano “Sangue di Mercurio” e ne apprezzavano le qualità mercuriali e nervine, la capacità di rilassare e pacificare la mente. In effetti è difficile trovare una pianta venusiana che non si accompagni a un dio. La verbenina uno dei principi contenuti nella pianta stimola il parto e la secrezione lattea, mentre la verbenalina ha azione antispasmodica utile in caso di amenorree, metrorragie e nelle crisi nervose della pubertà e della menopausa. I suoi amari sono utili alla digestione e al fegato, oltre che a calmare la fame nervosa. Questa pianta è antidolorifica, placa i dolori reumatici, le nevralgie, le sciatiche e le celluliti dolorose. Ha un’azione febbrifuga, diuretica e sudorifera. Si può assumere in infuso (un cucchiaino da caffè per tazza di acqua bollente) o in tintura madre.
Rientra fra i rimedi floreali del Dr. Bach per modificare l’atteggiamento di coloro che convinti dell’assoluta fondatezza delle loro idee non ascoltano l’altro. Venere  predispone all’incontro mentre Mercurio facilita la comunicazione.
Nota: non usare in gravidanza e in caso di problemi alla tiroide.

Betulla
proprietà betullaLa Betulla albero cosmico che unisce cielo e terra era utilizzata nei rituali primaverili, quando il Sole tornava a stimolare la rinascita della vegetazione. Presso i popoli nordici  prese il nome di “custode della porta” perché apriva la porta fra i due mondi agli sciamani. Il fusto argenteo e le foglie a forma di cuore fanno intuire l’energia femminile della pianta. In effetti ha proprietà drenanti, diuretiche e depurative, antinfiammatorie e vasoprotettrici. L’acqua è collegata al fluire delle emozioni e quando i reni non funzionano correttamente è perché a livello emotivo tratteniamo in eccesso il nostro dolore. I traumi vissuti si sono, per così dire, accumulati sotto forma di lacrime non versate in alcune parti del corpo.
La funzione principale dei reni, organi associati al segno della Bilancia (retta da Venere e con Saturno in esaltazione) è mantenere l’equilibrio idro-salino nell’organismo e filtrare le sostanze di scarto dal sangue.
Quando non funzionano bene il corpo trattiene acqua con conseguente gonfiore diffuso in varie zone specie viso, caviglie, gambe.
Poiché le tossine si accumulano quando i reni non le filtrano i pazienti con insufficienza renale si sentono molto stanchi e deboli, perdono la capacità di resistenza e l’energia per le attività quotidiane.
La Betulla è un buon rimedio in questi casi dato che si impiega per trattare ipercolesterolemia, iperuricemia e iperazotemia, idropisia, oliguria, edemi cardio-renali.
Si può assumere la tintura madre (30-40 gocce in acqua, 2-3 volte al giorno), il gemmoderivato (Betula pubescens), la linfa, l’infuso o il decotto della sua corteccia.

Fragola
indexIn molte favole la strega manda una fanciulla a cercare le fragoline di bosco sotto la neve: ma quando la ricerca si svolge all’inizio dell’inverno l’eroina fallisce. In questo contesto le fragole alludono alla Primavera, la stagione della luce che ritorna dopo il buio invernale. Nella fragola scopriamo alcune caratteristiche venusiane e altre solari: la generosità, l’abbondanza, la pienezza che dona senza risparmio. Il succo della fragola ci ricorda il sangue, la base materiale dell’esistenza ma anche la sensualità, la passione e la voglia di vivere. In magia si utilizzava per rinvigorire l’intesa sessuale fra gli amanti.
In pochi sanno che i veri frutti della fragola sono i semini gialli sparsi sulla superficie. Oltre ad  avere un sapore gradevole, le fragole sono diuretiche, astringenti, depurative, toniche. Foglie e radici ad uso interno grazie alla presenza di tannino drenano i liquidi in eccesso, aiutano in caso di iperuricemia e piccoli calcoli. Ad uso esterno guariscono piaghe, ulcere e abrasioni mentre il decotto si usa come colluttorio in caso di gengiviti ed afte. Ricche di vitamina C e sali minerali, sono salutari in caso di gotta o anemia.
Con un po’ di miele e fragole schiacciate si prepara una maschera tonificante e purificante per il viso. Questo piccolo frutto all’apparenza umile, ha virtù regali: insegna che modestia e semplicità sono fondamentali in ogni relazione. La freschezza delle fragole richiama la giovinezza, la spontaneità, l’autentica pienezza e felicità dello spirito vissuta nella penombra.

Viola del pensiero
VIOLA_TRICOLORLe violette hanno qualcosa di magico, come l’amore, che simboleggiano. L’amore ci unisce agli altri e le malattie della pelle sono sintomo di un rapporto difficile con le persone e scarso amore verso se stessi. La pelle non a caso è la parte più esposta del nostro corpo, quella più a diretto contatto con l’ambiente esterno.
La viola tricolor è usata come espettorante ed emolliente nelle affezioni catarrali delle vie respiratorie ma la proprietà più importante di fiori e foglie è quella depurativa specifica su alcuni disturbi della pelle (acne, eczema, foruncolosi, crosta lattea). Si ottengono risultati migliori con infusi e cataplasmi. Ha inoltre proprietà diuretiche, sudorifere e leggermente lassative.
L’infuso si prepara versando 4 gr di viole in 100 ml d’acqua (una tazza al mattino a digiuno) mentre per il decotto ad uso esterno (lavaggi e bagni parziali su affezioni cutanee) bastano 6 gr in 100 ml d’acqua.
Fiore sacro ad Iside e Attis, la viola richiama la bellezza e il potere rigenerativo; nella cosmesi popolare si usava per ammorbidire la pelle e renderla tonica.

Bibliografia:
Florario, di A. Cattabiani.
Il Grande libro delle piante magiche, di L. Rangoni.
Erboristeria planetaria, di F. Alaimo.

Attenzione: il presente articolo è indicativo. Per informazioni su dosaggi, controindicazioni, allergie, consultare SEMPRE il proprio erborista o medico curante.

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