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Significato Lupo in alchimia

Discorso sull’ emblema XXIV dell’ Atlanta Fugiens di Michael Maier, 1617

E’ risaputo che la fame e la voracità di un lupo è grande, tanto che quando la sua preda scappa si nutrirà su tutta la Terra, riempiendosi la pancia attaccando grandi mandrie di bestiame e fattosi più pesante resisterà  con più forza e non sarà facile scrollarsi dalla sua presa. Quando entra in un ovile, non si limiterà a soddisfare la sua fame, ma la sua ingordigia distruggerà tutto il gregge. Lui è sacro ad Apollo e Latona perché rimase con lei quando ebbe le doglie, poiché Latona non sarebbe stata in grado di partorire giovane a meno che lui non fosse stato presente.
Il Lupo è gradito ad Apollo perché era presente alla sua nascita e perché i suoi occhi brillano e riflettono la luce nel bel mezzo della notte (Apollo è dio solare).
Quindi il corpo senza respiro del Re è gettato al lupo quando è voracemente affamato, non per consumarlo interamente  e annientare il re, ma perché con la sua morte il lupo possa ridargli forza e vita. Vi è infatti una certa virtù nella coda del lupo, che viene infusa nel re mezzo morto che lo rende molto desiderabile a tutti gli uomini al momento del recupero della sua  originaria salute e bellezza.
Gli abitanti dell’ Hyrcania nutrivano i cani per gettare i loro corpi morti, per essere divorati da essi, come ci racconta Cicerone.
E anche i “Massagetes” davano agli uomini quella tintura di malattie in preda ai cani. Ma i filosofi danno il loro Re ad un Lupo non perché siano d’accordo con l’usanza dei “Sabeans” che portavano fuori i loro morti alla stessa maniera dello sterco e gettavano il loro re nell’immondizia; nemmeno come i trogloditi del Mar Rosso che attaccavano ad una corda i colli dei loro uomini morti ai loro piedi e correvano fra scherzi e risate, mettendoli nel terreno senza alcuna considerazione del luogo di sepoltura. Ma i filosofi hanno scelto di seguire i costumi dei Magi che non seppelliscono i loro corpi morti fino a quando non sono stati fatti a pezzi dalle bestie selvagge; o gli Indiani che essendo incoronati e cantando lodi agli dei comandano di esser bruciati vivi quando la vecchiaia incombe su di essi.
Ma queste usanze sono state imposte su tutti loro, senza speranza di resurrezione o rinnovamento della Vita. Le cose sono ben diverse fra i filosofi. Perché loro sanno per certo che dal loro re divorato da un lupo ne apparirà un altro che è vivo, forte e giovane e che il lupo dev’essere bruciato al suo posto. Perché quando la pancia del lupo è satolla, sarà ucciso facilmente, ma anche se il re è morto egli ha una virtù (Martiall or Cygnean Virtue), che non può essere né ferita, né consumata.
Ma dov’è questo lupo da cacciare o questo re da prendere? I filosofi rispondono che il lupo vaga su e giù nelle montagne e nelle valli così può cogliere la sua preda, che dev’essere gettata fuori dalle loro tane e preservata per l’uso. Ma il re affaticato dal lungo viaggio fatto dall’Oriente finalmente cade e la sua morte viene affrettata dal dispiacere di vedere se stesso tra gli stranieri, privato di tutti i suoi onori e così poco stimato, come piccolo è il prezzo per essere venduti in schiavitù. Ma è necessario che il lupo sia preso fuori da una regione fredda perché quelli che sono allevati nelle regioni fredde sono più feroci che in Libia o in Egitto, a causa della loro grande fame dovuta al vento esterno. Quindi il re divorato rivive col cuore di un leone ed è in grado di conquistare tutte le bestie.
E anche se lui è il più vile e cattivo in aspetto fra i suoi sei fratelli, essendo il più giovane di tutti, dopo tante miserie e tribolazioni può, alla fine, giungere al regno più potente. Hereupon Gratianus nel Rosario dice: in alchimia vi è un certo corpo nobile che è passato da maestro a maestro, nel quale inizialmente potrebbe esserci miseria con aceto ma alla fine gioia e contentezza.
E Alanus nello stesso posto dice: c’è una cosa scelta fra tutte, che è di un colore livido (questo colore ha una forte valenza iniziatica), che ha le caratteristiche di un metallo chiaro e liquido, ed è una cosa calda e umida, acquosa ed infiammabile ed è un olio e una tintura vivente, una pietra minerale e acqua di vita di meravigliosa efficacia.
Non è sempre sicuro per i re viaggiare fuori dai confini dei propri regni, perché se si sforzano di nascondere se stessi, capita che possano essere riconosciuti dai loro avversari come spie e imprigionati. Se decideranno di procedere senza esercito, saranno ugualmente in pericolo.
E così è accaduto a questo re indiano, o se non fosse stato anticipato dalla morte, sarebbe accaduto così.
Questa cattura è la prima sublimazione, lozione e nobilitazione che usano i filosofi, la seconda e la terza possono essere eseguite con più successo. Per la seconda e la terza senza la prima (are of no moment), il re essendo ancora pusillanime, sopito e malato.
Egli infatti deve prima esigere sovvenzioni e tributi ai suoi sottoposti in modo che lui possa acquistare vestiti e quant’altro necessario, e poi sarà abbastanza ricco e in grado di vestire tutti i suoi sottoposti ogni volta che vorrà. Perché le grandi cose essendo generalmente generate da piccoli inizi, poi possono sollevare piccole cose o eventi sopprimendo quelli grandi, se è di loro gradimento.
Come  si può vedere da alcune città, che prima erano piccole ma governate da re potenti, e così da paesi divennero città magnifiche e popolose.
 
Note:
-Basilio Valentino nel suo commento allegato alla prima delle dodici  tavole scrisse: “ Ed è per questo motivo che se tu vuoi lavorare con il nostro corpo, prendi il lupo grigio bramoso che, attraverso l’esame del suo nome, è assoggettato al bellicoso Marte, ma,  per i suoi natali è figlio del vecchio Saturno, e che nelle vallate e nelle montagne del mondo, è in preda alla fame più violenta. Getta a questo stesso lupo il corpo del Re, affinché egli ne riceva il suo nutrimento e , quando avrà divorato il Re, fa un grande fuoco e gettavi lo stesso lupo per consumarlo interamente e allora il Re sarà liberato”.
 
Saturno, vorace come il Lupo transita nel segno dello Scorpione, che è casa di morte. Il Re viene mangiato, ma il Lupo brucia e il Re rinasce. Un processo di digestione fa restare solo quanto basta, null’altro. Il quadrato (materia) diviene semplice supporto dello spirito (triangolo).


Bibliografia:
Le dodici chiavi della filosofia
Atalanta fugiens

 

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