Apofillite: leggende e proprietà


img_3688L’Apofillite ha un alto contenuto d’acqua, perciò è un buon conduttore di energia. La sua presenza, in una stanza, innalza le vibrazioni rinforzando l’aura. E’ una pietra luminosa, molto più del quarzo ialino e si può trovare nelle tonalità del rosa (se associata alla stibilite) o del verde chiaro.
Se riscaldata, si sfoglia in tante piccole “lamelle”.
Sul piano sottile, aiuta proprio a spogliarsi in modo molto dolce, dagli schemi che bloccano l’evoluzione personale.
La sua forza delicata infonde speranza, calma e allontana lo spettro dell’ansia.
L’apofillite stimola il sesto e il settimo chakra, intensifica il dono della visione (chiaroveggenza) e la capacità introspettiva. Chiara come l’acqua, funge da specchio, illuminandoci sulle verità che tendiamo a negare. In altre parole, squarcia il velo dell’ignoranza e fa riflettere sulle azioni passate che ci hanno condotto all’infelicità.
Guida potente nella meditazione e nei viaggi astrali, permette di mantenere la consapevolezza sui piani spirituali e comprendere a pieno il significato di tali esperienze.
E’ una pietra che rimuove i blocchi del settimo chakra e quindi facilita il contatto con le Entità luminose, specialmente quando dobbiamo prendere decisioni importanti.
L’Apofillite posta all’interno della casa, in una stanza o in una griglia di cristalli, svolge una funzione protettiva (anche dagli attacchi psichici) ed elimina le energie basse.
A livello fisico consente di rilassarsi e dormire serenamente. Appoggiata sul petto dona sollievo in caso di asma allergica. Stimola il sistema linfatico e dona sollievo agli occhi (posta sulle palpebre).
La varietà verde è adatta a riequilibrare il chakra del cuore e a prendere le decisioni più corrette in amore, oltre ad attrarre un compagno che possa accompagnarci in modo stabile e duraturo nel nostro percorso.
Come il quarzo rosa, favorisce l’apertura all’amore e il rilascio dei traumi emotivi dopo la fine di una relazione.
Si narra che questa pietra protegga se stessi e la propria casa dai danni cagionati dal fuoco, quindi è adatta a chi lavora a stretto contatto con tale elemento.
L’Apofillite non ama l’acqua, quindi per purificarla è meglio riporla su una drusa di ametista o cristallo di rocca.
Si ricarica alla luce lunare e mai a quella solare diretta.
Quando avrà ceduto il suo potenziale energetico diverrà fragile e si romperà; a quel punto è opportuno riconsegnarla alla natura, liberandola in mare o in un corso d’acqua.

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