Pietra di Luna


dea diana pietra di lunaQuando si parla di “Pietra di Luna” aleggia sempre una certa confusione. Alcuni credono sia la Selenite, altri la Labradorite bianca o la Peristerite ma la gemma lunare per antonomasia è l’Adularia. Fu rinvenuta nelle Alpi europee (monte Adula) e presenta una luce bianco-bluastra scintillante sulla superficie, fenomeno detto “adularescenza”. In Oriente era considerata un vero e proprio talismano ed era appesa agli alberi da frutto o indossata dagli agricoltori per assicurare fioriture e raccolti abbondanti.
La Pietra di Luna in India è chiamata “chandrakant” che significa “prediletto dalla Luna” in onore del dio Chandra. Questo dio aveva una fama ambigua: a causa delle numerose scappatelle gli altri Deva decisero di oscurare in parte la sua luminosità e così nacquero le fasi lunari. L’astrologia indiana associa effetti benefici alla luna crescente e malefici a quella calante. La Pietra di Luna è simbolo di speranza e purezza spirituale. Tutt’oggi viene indossata solo su stoffe di colore giallo (associato alla divinità). La sua energia contrasta l’ego e rafforza la fede infatti in Tibet è indossata da eremiti e monaci. L’Adularia dissolve la negatività di tutti i chakra ed equilibra il piano fisico, emotivo e mentale. Meditare con l’Adularia ci pone in contatto con la nostra natura più profonda. Rivela i “pezzi mancanti” della vita di una persona, riconnette le parti dell’anima che sono state dimenticate o rimosse dal Sé. La pietra di Luna ha il potere di allontanare tutto ciò che non ci serve più attirando al contrario ciò di cui abbiamo bisogno in particolare le qualità interiori che intendiamo sviluppare. Si può definire la pietra dei “nuovi inizi”.
In Asia e in Europa l’Adularia era associata all’amore e alla fedeltà e le donne la indossavano per attrarre amanti fedeli. Per festeggiare il tredicesimo anno di matrimonio era consigliabile regalare questa gemma al proprio consorte al fine di esorcizzare l’influenza nefasta del numero 13. Una leggenda narra che se due fidanzati vogliono conoscere il destino della loro relazione devono tenere un’aadulariadularia sotto le loro lingue in una notte di luna piena.
Questa gemma è presente in natura in varie tonalità:
Blu detta “Occhio di Gatto”: favorisce la chiarezza mentale e gli stati meditativi. Bilancia le energie yin e yang e aiuta a rielaborare i vissuti emotivi e le lezioni apprese nella vita.
Grigia: è usata da sciamani e veggenti per viaggiare oltre la dimensione terrena. Ha in sé il potere della Luna Nuova dove tutto esiste “in potenza”.
Bianca: è utile a lavorare con i sogni dato che stimola la percezione psichica. Nella donna risveglia la kundalini mentre nell’uomo bilancia l’emotività. E’ ottima per scacciare gli incubi ricorrenti dei bambini.
Gialla o color Pesca: supporta il cuore e stimola la mente eliminando ansietà e preoccupazioni. Adatta a chi ha gravi problemi di peso favorisce l’amore verso se stessi e aiuta a separare il cibo dai bisogni emotivi.
L’Adularia è detta “la pietra dei viaggiatori” poiché protegge chi viaggia di notte o per mare. Si dice protegga anche dai pericoli della strada poiché dall’unione illegittima del dio Chandra con Tara nacque Budha ossia Mercurio (dio dei viaggi e delle vie di comunicazione). La Pietra di Luna stimola l’apertura all’amore. E’ un talismano eccellente per chi sente di essersi innamorato per la prima volta nella vita. Si dice sia in grado di riappacificare gli amanti anche dopo un brutto litigio.
Nello Sri Lanka il nome della Pietra di Luna significa “niente lacrime” perché quando la Luna splende in cielo non piove mai, ed è associata all’amore felice. Stimola l’erotismo e il desiderio sessuale; un bracciale di adularia indossato mentre si fa l’amore durante una notte di Luna piena aiuta ad armonizzare il ciclo femminile. Può essere indossata dalle donne che desiderano avere un figlio e durante la gravidanza per protezione. Possono trarne beneficio anche le donne che soffrono di problemi mestruali o che sono da poco entrate in menopausa poiché bilancia il sistema endocrino ed elimina la ritenzione idrica. A livello fisico aiuta i ragazzi nelle fasi di sviluppo e ritarda l’invecchiamento di pelle e capelli. Posta sul plesso solare facilita l’assimilazione dei nutrienti, elimina le tossine e allevia i problemi digestivi e intestinali.
Per quanto riguarda la sfera emotiva l’adularia serve a rielaborare le esperienze traumatiche causate dalla figura materna (la Luna è legata all’archetipo materno). Rende meno “lunatici”, aggressivi e polemici, stimolando la virtù della temperanza specie in caso di conflitti familiari. Attenua le tendenze autodistruttive ed è utile in tutte quelle fasi di transizione, insegna che i cambiamenti sono solo delle “fasi” rispetto la totalità. Dona conforto, favorisce la riflessione, la creatività e la realizzazione dei progetti che ci stanno più a cuore.
Per ottenere tali benefici bisogna collocarla all’altezza del secondo chakra. Questa pietra genera un’armonia singolare nelle donne che appoggiandola sul sesto chakra impareranno a fidarsi del proprio intuito; ma è indispensabile anche per l’uomo che vuole entrare in contatto con la sua parte femminile. L’adularia è associata al chakra della Corona il centro spirituale che ispira la nostra connessione con le energie divine. Questa pietra è particolarmente adatta ai nativi del Cancro. Si ricarica ponendola qualche minuto sopra una drusa di ametista o esponendola alla luce della Luna Piena.

Divinità associate all’Adularia
L’Adularia era sacra a Cerridwen la dea dell’Ispirazione e della Conoscenza che elargiva i doni della profezia e della magia, oltre a governare i processi di morte e  rinascita. Era anche la gemma di Hanwi (Sole Notturno) la dea Sioux della Luna che proteggeva le persone dagli spiriti maligni durante il sonno. La Pietra di Luna era strettamente connessa a Nyx la dea greca della Notte e a Selene. Gli antichi greci chiamavano questa pietra “Aphroselene” in onore di Afrodite (dea della seduzione) e Selene (della Luna). Presso i romani l’Adularia era la pietra di Diana protettrice degli Animali e delle selve. Erano convinti che il suo aspetto cambiasse a seconda delle fasi lunari, che ogni gemma nascesse dalla solidificazione dei raggi della Luna.

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