Origini del Natale


947283_562966760452764_855506561_nSe c’è una festa cristiana che ha le radici in Roma, questa è il Natale. Il culto del Sole si era sviluppato grazie all’identificazione di Apollo con Helios e all’estendersi della religione mitraica. Il mito narrava che Mitra era nato da una roccia presso un albero sacro al bordo di un fiume: aveva sul capo il berretto frigio, stringeva in una mano il coltello sacrificale e nell’altra una torcia, simbolo della luce e del fuoco che spandeva sulla Terra. L’astro non era inteso in senso naturalistico, ma come epifania del dio che crea e governa il cosmo. I pastori che avevano assistito alla sua nascita, gli avevano offerto primizie delle greggi e dei raccolti. Mitra era considerato il figlio del dio supremo: figlio del Sole e Sole egli stesso. “Colui che naviga su una barca” ovvero il Sole, fa vedere la signoria che governa l’universo, ipostasi del Dio unico, ovvero il mediatore tra Colui che presiede alle essenze intelligibili e il disco luminoso, il sole del mondo sensibile, che vivifica la terra e dirige il corso alternato delle stagioni.
Il Natale del Sole Invitto era stato fissato da Aureliano al 25 dicembre, qualche giorno dopo il solstizio invernale, quando il “nuovo sole” era salito sull’orizzonte. Si celebrava con corse e giochi, fra cui trenta corse di carri che si addicevano alla sua terza ipostasi, il sole visibile che sul fulgido carro portava ogni giorno la luce al mondo. La Chiesa, preoccupata dall’ascendente che quei festeggiamenti avevano sulla gente, pensò di celebrare quel giorno in Natale del Cristo come vero Sole. Infondo, nell’A.T. Gesù veniva preannunziato dai profeti come Luce e Sole (Isaia e Malachia), mentre nel vangelo di Giovanni si legge: “veniva al mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo”.

Bibliografia:
Calendario. Le feste, i miti, le leggende e i riti dell’anno di Alfredo C.

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