La Madre del Natale


renna grande madreNell’Antica Religione, lo spirito che incarnava il solstizio invernale era quello della Renna. Fin dal lontano Neolitico, era considerata la Grande Madre che donava la vita. Tutelava la fertilità, i luoghi selvaggi e le soglie fra i Mondi. Le sue corna decoravano gli altari delle sacerdotesse sciamane, e la sua immagine era dipinta su pietre, vestiti, gioielli e tamburi rituali. Spesso veniva raffigurata mentre volava, trasportando il cosmo, la luna o le stelle fra le sue corna. Corna che si estendevano fino al cielo, proprio come i rami dell’Albero Cosmico, ponte fra il regno terrestre e divino. La Renna Madre era rappresentata inoltre, come una dea seduta, che indossava un copricapo cornuto in cui erano intessuti l’albero della vita e un uccello, a richiamare il potere del volo sciamanico. In Ucraina, durante il solstizio d’inverno, si festeggiava la dea cornuta Rozhanitsa; le donne portavano abiti rossi con ricami bianchi e confezionavano piccoli biscotti portafortuna a forma di renna. Nella mitologia slava, Saule è la dea della luce e della famiglia: attraversa i cieli in sella ad una slitta guidata da una renna femmina e getta pezzetti d’ambra (simbolo solare) dentro ai camini. Secondo la leggenda siberiana, la renna vola solo in inverno, dopo l’ingestione del fungo “Amanita Muscaria”. Anche gli sciamani, alla ricerca della visione, assumevano l’Amanita per volare oltre i confini fisici. Alcune teorie, sostengono che lo stesso costume di Babbo Natale, derivi dagli abiti rossi a pallini bianchi che indossavano gli sciamani delle regioni Artiche.

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