Le radici sciamaniche del Natale


sciamani renneLe radici del Natale vanno ricercate presso il popolo siberiano degli Evenki, la cui sopravvivenza dipendeva quasi interamente dalle renne. Gli Evenki praticavano lo sciamanesimo, che deriva dalla parola “saman”, cioè “colui che conosce gli spiriti”.
Un aspetto importante dei loro riti includeva l’uso dell’Amanita muscaria, conosciuta come “Fungo del Volo”.
L’Amanita cresce esclusivamente sotto gli alberi sempreverdi e instaura una relazione simbiotica con le loro radici.
Questo grazioso funghetto oltre ad essere psicotropo è velenoso.
Un modo per ridurne la tossicità e amplificarne l’effetto psicotropo consiste nell’essicazione.
Per questo motivo gli Evenki, li raccoglievano e li appendevano ai rami dei sempreverdi. Il risultato? Tante decorazioni colorate, proprio come nel nostro albero di natale.
Alla fine della raccolta, lo sciamano/raccoglitore metteva i funghi in un grosso sacco e, tornato al villaggio, li donava ad ogni famiglia, che continuava la procedura di essiccazione, ponendoli in una calza, accanto al fuoco. Un antico Babbo Natale insomma…
Un altro modo per ridurre la tossicità dell’Amanita, consisteva nel bere l’urina dello sciamano o quella delle renne (che ne erano ghiotte), in modo da filtrare le sostanze tossiche senza ridurre quelle psicotrope.
renne sciamaniGli effetti più comuni dopo l’assunzione di questa vera e propria droga vegetale, era la distorsione del tempo e dello spazio e la sensazione di volare e combattere i demoni…trainati dalle renne!
Stiamo parlando di una pratica sacra, utilizzata per comunicare con gli spiriti: ogni sciamano doveva essere in grado di lasciare il mondo fisico, la sua condizione materiale, ed avere accesso agli altri regni.
Spesso, si facevano aiutare dagli spiriti della natura, in particolare gli uccelli, data la loro naturale predisposizione al volo.
C’è un altro elemento però, che collega il Natale cristiano allo sciamanesimo.
Esaminando la cosmologia sciamanica vediamo che si compone di tre mondi: Inferiore, Medio e Superiore.
Queste dimensioni erano collegate da un asse cosmico, l’Albero del Mondo, il “portale” che permetteva agli spiriti e agli sciamani di spostarsi da un mondo all’altro.
Gli Evenki, vivevano in tende chiamate “Yurte”, in cui sistemavano un albero di pino a scopo cerimoniale, a richiamare l’Albero del Mondo, dal quale attingevano il potere per far volare il loro spirito attraverso il fumo che fuoriusciva dal foro posizionato sopra la tenda.
Quando il viaggio era terminato, scendevano da questa sorta di “camino primitivo”, con i doni provenienti dal mondo degli spiriti. Gli sciamani credevano inoltre, che la Stella Polare, indicasse il punto più estremo del regno Superiore, e fosse allineata con l’Albero del Mondo, l’asse connesso all’intera cosmologia.
decori amanitaEcco da dove potrebbe derivare l’usanza di mettere una Stella sulla punta dell’albero di natale.
La grande saggezza degli Evenki consisteva nel grande rispetto che nutrivano nei confronti della natura, considerata una vera e propria guida: durante i loro viaggi, apprendevano i segreti degli animali e delle piante, che custodivano e celebravano, nel continuo rinnovarsi dell’esistenza.
Questo ci porta al più grande regalo nascosto sotto l’albero, Gesù Cristo, il cui arrivo sulla Terra è strettamente connesso al viaggio solare.
Nel solstizio d’inverno, il sole raggiunge il punto più basso del percorso sotto l’equatore celeste e delinea l’arco diurno più corto tra il Sud-Est e il Sud-Ovest, segnando così l’inizio della stagione invernale astronomica nell’emisfero boreale.
Per circa tre giorni il sole rimane apparentemente immobile, tutto resta sospeso.
La mattina del 25 dicembre, il sole riprendere il suo viaggio e a livello simbolico, rinasce, abbandona il mondo delle tenebre.
Si celebra dunque, il ritorno della Luce, fonte di vita sulla Terra, la venuta del Sole/ Figlio/ Salvatore, colui che libera il mondo dall’oscurità. Per le popolazioni dell’antica Siberia, si trattava di un momento cruciale, sacro.
L’Amanita coi suoi colori dal rosso all’arancio rievocava il Sole, e rifletteva le sue proprietà salvifiche, dato che permetteva agli sciamani di connettersi alla divinità. Era il frutto dell’Albero Cosmico.
Stupiti allora, di come riusciamo a replicare e mascherare antichissimi riti ancestrali?

Curiosità:
Vi ricordate la favola Alice nel paese delle Meraviglie? La bambina nel sogno, assaggia un fungo e improvvisamente si ritrova gigante come un albero e poi piccina come un topino. Questi sono alcuni degli effetti allucinogeni dell’Amanita muscaria e si chiamano “macropsia” e “micropsia”.

Fonti:
http://www.dosenation.com/listing.php?id=5514
http://sagaciousmama.wordpress.com/2010/12/18/the-spiritual-origins-of-santa-claus/
http://www.shamanswell.org/shaman/siberian-shamanism-origins-santa-claus-reindeer-pine-trees-and-mushrooms
http://en.wikipedia.org/wiki/Evenks

Lux


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