Le Madri dell’Epifania


SnowQueen - Arthur RackhamLa notte dell’Epifania è un momento magico, di passaggio, la conclusione delle 12 notti. Si tratta di una fase di “rimescolamento cosmico”, un non-tempo: sono giorni in bilico fra il vecchio anno, troppo vicino per essere escluso e quello nuovo, troppo giovane per essere considerato rilevante.
Epifania significa “manifestazione” e coincide con l’apparizione delle Madri Antiche, in molte culture.
La sera del cinque, le donne sapevano che la casa doveva essere in ordine, ben pulita e vi era il divieto di filare. La Redodesa (in Veneto) o Perchta, sarebbe passata ad esaminare l’adempimento a tali obblighi.
Le pene per le più indisciplinate, erano severe: dalle più disparate sciagure, alla morte.
A livello simbolico, la casa ha sempre rappresentato il nucleo in cui si snoda l’esistenza della persona ed è fortemente legata all’ordine mentale ed emotivo di chi la abita (dominio Lunare).
Le Madri, volando come sciamane a cavallo fra i tempi, ci chiedono quindi, metaforicamente, di esaminare se la nostra vita è in ordine; se mente, corpo e spirito sono abbastanza forti per affrontare un nuovo “giro della ruota”, un altro anno. Solo noi possiamo “filare” il nostro destino, decidere se creare un’opera meravigliosa o sprecare i nostri giorni.
Tale processo, è sostenuto dalla Luna calante nell’oscuro segno dello Scorpione, che governa l’ottava casa, quella della morte, della fine, ma anche della ri-generazione poiché è solo eliminando “il vecchio” che “il nuovo” può emergere.
Inoltre, Mercurio oggi diventa retrogrado e ci chiede di ri-pensare, ri-vedere, ri-baltare, ri-scrivere, ri-credersi su situazioni, idee, fatti…
Marte nello Scorpione e Plutone in Capricorno, ci sfidano, mettendo alla prova perseveranza e capacità di gestire i conflitti.
L’otto gennaio Giove inizierà la sua fase retrograda. Sappiamo che rappresenta l’espansione, la ricchezza, l’apertura mentale, la fiducia, il cammino evolutivo della persona e il suo rapporto con l’aspetto materiale/pratico della vita. Giove retrogrado in transito, ci suggerisce di osservare se siamo soddisfatti di noi stessi o ci manca qualcosa. Nel segno della Vergine invita a fare ordine, a riappropriarsi di una stabilità che ciascuno di noi, in qualche settore della vita, sente mancare. Questo pianeta ci aiuterà a capire “dove ci siamo persi” e per quale motivo. Restando vigili osservatori di segni, eventi, circostanze fortuite (Giove è o no il dio della Fortuna?) potremo ottenere la spinta che ci serve per ricominciare.
Dal punto di vista numerologico siamo in un anno 9, numero che simboleggia sempre la crisi necessaria prima di una svolta, un nuovo inizio, proprio come insegna l’Eremita (Saturno): una con-trazione (Giove retrogrado) prima del nuovo ciclo (Ruota di Fortuna/10).

Buona Notte di riflessioni a tutti


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