La piantina che dona coraggio: Lamium purpureum


Chissà quante volte avete visto questa strana piantina nei vostri giardini o sulle rive fluviali.
Eppure andando oltre all’aspetto buffo, un misto fra l’ortica e l’orchidea selvatica, cela proprietà esoteriche di tutto rispetto.
Non a caso è conosciuta anche col nome di “arcangelo porpora” perché fiorisce in prossimità della festa dell’apparizione dell’Arcangelo Michele sul monte Gargano l’8 maggio. “Lamium” invece deriva dal greco “laimos” che significa gola, per la forma del fiore.
Usata fin dall’antichità per propiziare la felicità e promuovere il coraggio dona la forza di risollevarsi nelle difficoltà: basterà bruciare una manciata di foglie essiccate su un carboncino ardente. Inoltre è fra le erbe più adatte a bandire le energie disarmoniche dalla casa.
Raccolta fresca e portata con sé all’altezza del cuore infonde determinazione e tenacia per raggiungere i propri obiettivi.
L’incenso dissolve la confusione mentale e la sua energia infonde sicurezza e stabilità nel lavoro, nella casa e nelle relazioni.
Quando siamo arrabbiati e stiamo per perdere il controllo l’erba dell’Arcangelo raffredda le emozioni e permette di superare i contrasti in modo lucido senza cedere al rancore o alla vendetta.
Per superare un momento critico potete raccoglierne un mazzolino, legarlo con un nastro rosso e appenderlo nel luogo in cui passate più tempo durante la giornata.

Secondo l’uso erboristico:
-le foglie e i fiori si usano freschi o essiccati per fare decotti utili a bloccare le emorragie;
-le foglie fresche collocate su piccole ferite  aiutano la cicatrizzazione (prima passatele al mortaio);
-il tè ricavato dalle foglie promuove la sudorazione e la diuresi;
-è ricca di fibre, antiossidanti, ferro e vitamine.

Le foglie di Lamium possono essere aggiunte nell’insalata o consumate previa cottura a seconda dei gusti (sono un po’ amare).


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