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Gli animali possono mandarci dei segni anche dopo la loro morte?

Gli animali non capitano per caso nelle nostre vite, li incontriamo perché fanno parte del nostro destino.
Sono anime affini, spiriti antichi capaci di proteggerci, di guidarci e persino di sacrificarsi per noi.

Gli animali sono esseri straordinari.
Provano emozioni, riescono a percepire il nostro stato d’animo, hanno un loro carattere e avvertono energie che a noi sfuggono.
Quindi perché considerarli indegni dell’Aldilà?
Per gli antichi, era del tutto plausibile che Il Divino trovasse espressione nel Regno Animale.

Sebbene siano guidati dall’istinto, gli animali meritano maggiore rispetto, se non altro perché sono privi della malizia umana.
Paolo VI scrisse: “Gli animali sono la parte più piccola della Creazione Divina, ma noi un giorno li rivedremo nel Mistero di Cristo.”
Papa Giovanni Paolo II era convinto che negli animali vi fosse un “soffio vitale” simile all’anima umana. Come dimenticare poi il rapporto del tutto speciale che San Francesco aveva col Creato?
Senza scomodare Papi, santi e teologi possiamo presupporre che la psiche degli animali sopravviva alla morte, conservi delle memorie e provi piacere a tornare nei luoghi dov’è vissuta.

Stefano Cattinelli, medico veterniario, sostiene che gli animali sono esseri animico spirituali che collaborano all’evoluzione dell’uomo:

“Comunque vadano le cose, quando apriamo la porta di casa immancabilmente ci imbattiamo in un’anima che non vede l’ora di renderci partecipi del suo mondo interiore.
La capacità di esprimere la propria interiorità attraverso un certo movimento esteriore è una caratteristica peculiare degli animali. Gli anima-li sono  anima-ti, dotati cioè di movimento. L’anima degli animali possiede la capacità di far sperimentare al corpo fisico entro il quale abita, sensazioni, emozioni e sentimenti.
Quotidianamente quell’anima, che nulla chiede in cambio se non un po’ di attenzione, utilizzando il corpo dell’animale, ci dà la possibilità di entrare in contatto con lei e ci concede l’accesso al suo mondo.
Nella dimensione spirituale fatta di anime di gruppo, spiriti guida e animali di potere ha vissuto per millenni l’uomo di ogni civiltà indigena il quale, per lungo tempo, ha avuto la possibilità di sperimentare un tipo di rapporto con il regno animale basato sul riconoscimento e il rispetto.
Nell’epoca attuale, tale collegamento con il piano divino è andato completamente perduto; il collegamento è andato perduto, non i due protagonisti, l’uomo e l’animale. Loro nel frattempo sono cambiati, si sono modificati; in breve, sono evoluti. Hanno seguito delle strade, in un certo senso parallele, che conducono il piano della Vita a sperimentare nuovi livelli di coscienza.
Ora, penso sia proprio questo collegamento che bisogna ripristinare, e veramente sono convinto che tale forma di guarigione non possa che partire dall’uomo. Se l’uomo si sforzerà di percepire la dimensione spirituale del regno animale; se cercherà, consapevolmente, di accogliere nella sua interiorità l’intero mondo animale, o almeno una scintilla di esso, il cane o il gatto che vive al suo fianco, potrebbe già essere un buon inizio.

Secondo Rudolf Steiner non esiste un percorso di reincarnazione per il singolo animale. Quando un animale muore, la sua anima torna all’Anima di gruppo, portando con sé tutte le informazioni raccolte in vita.
Se esiste un’Anima di Gruppo, vuol dire che non perderemo mai davvero l’animale che abbiamo tanto amato e che accogliendone un altro, porteremo ancora amore alla sua Grande Anima.

Tuttavia, se durante il suo percorso terreno l’animale stringe un rapporto davvero intenso col proprietario, dopo il trapasso la sua anima non riuscirà a fluire verso l’Anima Gruppo e continuerà a vagare accanto al suo compagno umano. Non siate egoisti e cercate di “lasciarli andare”.

Probabilmente, il fatto che oggi l’uomo occidentale stia cercando di sviluppare una maggiore consapevolezza e rispetto verso gli animali da compagnia, sta portando entrambi ad evolvere spiritualmente.
Se iniziamo a percepire le loro anime dopo la morte, come sempre più testimonianze sembrano confermare, allora significa che stiamo recuperando una parte della sensibilità che avevamo perduto. Significa che fra uomo e animale c’è uno scambio sottile e arricchente.

Ecco i principali segni che possiamo ricevere dai nostri animali defunti:
-Trovare peli, impronte, baffi in modo inspiegabile;
-Sentirli abbaiare, miagolare, fare le fusa;
-Sentire la loro presenza ai piedi del letto o fra le proprie braccia;
-Avvertire la loro presenza con la vista periferica;
-Vedere la loro sagoma in foto;
-Sentire i loro passi in giro per casa;
-Trovare i loro oggetti spostati;
-Se erano soliti “regalarvi” le loro prede potreste trovarne una proprio davanti alla porta di casa;
-Se ti senti triste e ti sovviene un ricordo buffo (comunicazione tramite chiaroveggenza);
-Se prima di dormire hai l’impressione di sentire i loro baffi sulla tua faccia;
-Se li sogni e le esperienze oniriche sono particolarmente vivide;
-Se senti grattare alla porta o tintinnare le chiavi di casa;
-Se un nuovo animale bisognoso arriva nella tua casa. I nostri animali anche dall’Aldilà vogliono che continuiamo ad essere felici e non restiamo soli, quindi possono inviarci “un nuovo amico peloso”.

La verità è che i nostri “famigli” ci amano più di quanto possiamo immaginare e l’amore non si dissolve.
Il loro cuore grande può riconnetterci a quel sentire incondizionato fonte di ogni gioia. Possono insegnarci che l’amore va oltre le parole, la logica e la razionalità.

Se volete scrivermi, mandarmi delle foto o delle testimonianze dei segni che avete ricevuto dopo la morte dei vostri amici animali fatelo a questo indirizzo mail: info@cavernacosmica.com
Le storie più belle saranno pubblicate in forma anonima la prossima settimana.

La leggenda del Ponte Arcobaleno
Proprio alle soglie del Paradiso esiste un luogo chiamato il Ponte dell’Arcobaleno. Quando muore un animale che ci è stato particolarmente vicino sulla terra, quella creatura vola nel Ponte dell’Arcobaleno. È un posto bellissimo dove l’erba è sempre fresca e profumata, i ruscelli scorrono tra colline ed alberi ed i nostri amici a quattro zampe possono correre e giocare insieme. Trovano sempre il loro cibo preferito, l’acqua fresca per dissetarsi ed il sole splendente per riscaldarsi e così i nostri cari amici sono felici: se in vita erano malati o vecchi qui ritrovano salute e gioventù, se erano menomati o infermi qui ritornano ad essere sani e forti così come li ricordiamo nei nostri sogni di tempi e giorni ormai passati.
Qui i nostri amici che abbiamo tanto amato stanno bene, eccetto che per una piccola cosa, ognuno di loro sente la mancanza di qualcuno molto speciale che ha dovuto lasciarsi indietro.
Così accade di vedere che durante il gioco qualcuno di loro si fermi improvvisamente e scruti oltre la collina, tutti i suoi sensi sono in allerta, i suoi occhi si illuminano e le sue zampe iniziano a correre velocemente verso l’orizzonte, sempre più veloce.

Dedicato a Iside

Fonti:
https://www.tizianacremesini.it/steiner-e-le-anime-di-gruppo/
https://www.improntediluce.it/
https://www.greenme.it/abitare/cani-gatti-e-co/ponte-arcobaleno/

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