Sistemi simbolici e divinazione


significato tarocchi e zodiacoIl pensiero simbolico è sintetico poiché la vocazione del simbolo è quella di riunire, integrare, unificare ciò che è separato.
Il pensiero simbolico è intuitivo perché “analizzare intellettualmente un simbolo è come pelare una cipolla per trovare la cipolla” (P.Emmanuel).
Il pensiero simbolico è nostalgico, poiché si strugge dal desiderio di tornare all’archetipo, all’arché, al principio del molteplice.
Il pensiero simbolico è analogico. Per raggiungere il suo scopo mette in campo diverse strategie: magiche, mitologiche, metafisiche, religiose, artistiche, perfino scientifiche, come quando l’astrofisica investiga il Big bang, il principio del cosmo, o nel caso delle nuove scienze olistiche.
Il pensiero simbolico è olistico: “ciò che sta in basso è come ciò che sta in alto e ciò che sta in alto è come ciò che sta in basso per compiere i miracoli della realtà che è Uno”.
I simboli più che significare agiscono, non rimandano solo al significato, quanto piuttosto lo fanno essere presente, sono forze, funzioni archetipiche della nostra psiche al confine fra il visibile e l’invisibile.
E’ necessario utilizzare un linguaggio simbolico se si vuole restituire alla nostra coscienza il sentire dello sciamano pellerossa: “che tutte le cose sono collegate come il sangue che unisce tutta una famiglia”, che l’Essere è un interesse, che nell’infinita rete delle sue relazioni ogni cosa ne è il simbolo e che se vogliamo restituire al mondo la sua anima dobbiamo ridistendere a lui la nostra.
I simboli vivono nei cristalli, negli alberi della vita, nei fiori, negli animali totem, si manifestano negli eroi, nei sogni, negli istanti della vita di ognuno di noi, nella malattia e nel Divino. Sono “plurivoci”, consentono diverse letture, offrono più punti di vista.
E’ necessario rivalutare e rispettare il simbolo, liberare i Tarocchi dalla gabbia di significati prestabiliti che li rendono fruibili solo alla monolettura divinatoria delle fattucchiere, sottrarli a questa misera pesantezza. Restituirli, al libero gioco dell’intuizione e dell’intelligenza simbolica, riapprenderli a giocarli con creatività e leggerezza.
Tarocchi e Zodiaco sono strumenti per viaggiare nel mondo simbolico, in noi stessi. Sono strumenti che usati bene sono in grado di risvegliare l’intuizione, la bella addormentata dentro di noi, quello sguardo interno che con la meditazione del simbolo meglio ci permette di conoscere il nostro sentire, le emozioni, di non esserne inconsapevolmente schiavi.
Sono strumenti che possono farci sviluppare intelligenza simbolica ed emotiva, che sta alla base della vita di relazione di ognuno di noi, quella da cui nasce la tolleranza, il rispetto, la compassione, la democrazia.
Per favorire questo processo, per meglio integrare mente emozionale e razionale, tutte le culture hanno sviluppato sistemi simbolici e religiosi che sintetizzano nei loro archetipi le fondamentali emozioni, hanno creato una mitologia, che le traduce per renderle accessibili alla coscienza. L’intelligenza simbolica quindi, ha sempre svolto una fondamentale funzione di mediazione tra l’intelligenza emotiva e quella razionale che la rende preziosa per la conoscenza delle nostre emozioni, per la loro educazione e per la loro espressione.
Tarocchi e zodiaco sono simili a specchi prismatici dove specchiarci da una miriade di punti di vista per osservare il sentire e le emozioni che l’archetipo evoca e muove in noi, così da osservare in noi stessi le radici del caso.
Sono punti di vista anche contraddittori, poiché la potenza del simbolo è quella di riuscire a contenerli tutti. Del resto, dietro l’apparente unità dell’io, si agitano una molteplicità di io.
Il mito di Narciso
, ci narra di come, davanti ad uno specchio, tendiamo ad identificarci con un’unica immagine di noi e di come questa fascinazione permetta di uccidere la nostra creatività e libertà di essere altro.
Siamo attratti irresistibilmente dallo specchio, poiché è il simbolo della coscienza riflessiva, che induce alla ricerca di qualcosa di essenziale che si cela dietro la nostra immagine riflessa.
La psicoanalisi lo ammette: solo per una parte della nostra psiche, vige il controllo della ragione; degli altri dèi della psiche siamo poco consci.
Gli altri Archetipi entreranno per caso nella nostra coscienza; in tal senso, gli archetipi sono le radici del caso e in quanto tali, si prestano come oracoli all’arte del divinare.

Bibliografia:


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