La divinazione: conosci te stesso


specchioRendendosi conto che la loro vita è molto più casuale che causale, gli uomini hanno sempre desiderato prevedere il caso, divinare l’accidente. Hanno cercato di soddisfare questo desiderio affidandosi alle più diverse arti mantiche, dal volo degli uccelli all’astrologia, ai tarocchi.
Gran parte della nostra vita è accidentale poiché la attraversiamo ipnotizzati dalle convinzioni e dalle abitudini ereditate dal primo e dal secondo mondo, vale a dire dai condizionamenti subiti nei primi anni di vita e dalla famiglia e poi in ambito scolare, lavorativo, sociale.
Condizionamenti che influenzano, in modo automatico e inconsapevole le nostre risposte alle sollecitazioni del mondo reale rendendole incongrue.
Automatismi che insieme a pulsioni e flussi emozionali, ci deviano dai propositi razionali. Allora, il nostro fare risulta dispersivo e inconcludente, poiché soggetto al caso e quindi inadeguato a causare l’evento desiderato.
Stando così le cose, allora, prevedere il caso significa vedere come siamo fatti. E’ un’attitudine all’osservazione, alla presenza a noi stessi, che necessita di un po’ di distanza, come in uno specchio.
Il sistema simbolico dei Tarocchi, come quello dello zodiaco, è un sistema di specchi, specchi prismatici dove specchiarci da una miriade di punti di vista per osservare il sentire e le emozioni che l’archetipo evoca e muove in noi, così da osservare in noi stessi le radici del caso. Sono punti di vista anche contraddittori, poiché la potenza del simbolo è quella di riuscire a contenerli tutti. Del resto, dietro l’apparente unità dell’io, si agitano una molteplicità di io. Il mito di Narciso, ci narra di come, davanti ad uno specchio, tendiamo ad identificarci con un’unica immagine di noi e di come questa fascinazione permetta di uccidere la nostra creatività e libertà di essere altro.
Tarocchi e Zodiaco, ci permettono di osservarci da una distanza sufficiente ad interropere almeno pe un attimo il sonno: l’ipnosi, l’identificazione ad un solo punto di vista, così da restituirci qualche libertà di scelta, un po’ di consapevolezza rispetto a noi stessi e ai percorsi interiori che per via analogica ci collegano all’universo mondo.
Entrambi i sitemi simbolici, utilizzati in tal modo, non saranno più sinonimo di irrazionalità e superstizione, ma uno strumento al servizio di una razionalità che includa quella intelligenza emotiva, fondamentale in tutti i processi cognitivi e operativi.
Nella nostra tradizione, l’oracolo per antonomasia è quello di Delfi. La sua iscrizione non era però “conosci il tuo futuro”, ma “conosci te stesso ora“. Solo così, potrai essere la causa responsabile del tuo vivere. E questo “conosci te stesso” non riguarda tanto la conoscenza razionale, altrimenti non andremmo dall’oracolo, quanto a quella della sfera istintiva ed emozionale, quella che ci muove verso un evento che ci sembrerà casuale. La funzione oracolare dei Tarocchi o dello Zodiaco, non ci dice cosa accadrà fra un anno. Sarà quella di svelarci qualcosa di quelle pulsioni ed emozioni che potranno essere le radici del caso, di un nostro casuale futuro.

Bibliografia:


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  1. 1
    francesca

    Cara Lux..come fai ad essere certa che chi ti risponde durante la consultazione sia il tuo inconscio e non qualche entitá? Te lo chiedo perchè leggevo i tarocchi in modo intuitivo ed è stata un’esperienza per me molto intensa e soddisfaciente…ma pian piano mi sono trovata la casa visitata da qualche entitá che voleva attenzioni e disturbava soprattutto i miei bambini…e solo dopo diverse purificazioni sono riuscita a liberarmene. Una cara amica master reiki mi ha detto che sono stati provabilmente i tarocchi ad essere stati usati dall’entitá per entrare in contatto con me/noi e nutrirsi di energia…con molto dispiacere ho messo via le carte…ma mi piacerebbe tanto tornare a usarle, è come un pezzo di me che mi manca: ma come farlo in sicurezza? Grazie

    • 2
      Lux

      Ciao Francesca,
      prima di fare i Tarocchi, ma in generale nella vita, seguo una certa “disciplina” perché chi ha dei doni psichici corre sempre qualche rischio.
      I Tarocchi, smuovono l’energia inconscia e l’intuizione attraverso dei simboli. Se la nostra energia è in disequilibrio (e la colpa mica sempre è delle carte!) siamo noi ad attrarre entità basse.
      Se sto male, sono ansiosa, prendo il mazzo e inizio a stenderle, come uno specchio mi rimanderanno immagini angoscianti. Risultato? Sarò ancora più turbata e la mia agitazione mi renderà appetibile alle entità che sfruttano questo tipo di energia.
      Gli Spiriti inoltre, comunicano in modo ben più diretto…(capisco se avessi usato il pendolo o la tavola ouija…).
      I Tarocchi vanno studiati, meditati, reinventati, osservati. Così si abbandona la superstizione a favore dell’Intuizione. I Tarocchi si usano solo dopo aver meditato, quando si è sufficientemente tranquilli per accogliere ciò che lo specchio rimanda al “mittente”; vanno programmati all’acquisto e purificati assieme alla stanza dopo aver effettuato letture intense.
      Non si devono temere, né demonizzare. Tutto qui 🙂
      Con affetto,

      Lux

  2. 3
    Francesca

    Grazie..mi hai tolto un peso! Avevo purificato e programmato i tarocchi, ma mai la stanza in cui li leggevo…nè avevo mai meditato prima. Li ho studiati proprio sui testi di jodoroskij che ho visto hai segnalato pure tu e mi coinvolgevano davvero molto..però usandoli per lavorare su me stessa non avevo considerato l’eventualità di “incursioni esterne” diciamo. In effetti era un periodo di grossi cawmbiamenti di vita e capisco quello che dici rispetto a un malessere che si autoalimenta e può attrarre ospiti inattesi. Pendolo e ouja per caritá: mi terrorizza l’idea di usare mezzi così diretti…mi sono molto spaventata di quanto ha fatto seguito alle carte e avevo iniziato a temere che tutto potesse essere usato alla fine per attrarre spiriti… Grazie perché mi dai la speranza di potere di nuovo utilizzare le mie amate carte, con gli accorgimenti che hai suggerito.
    Sinceramente

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