Simbologia del seme II


Nella Bibbia incontriamo il granello di senape, il più piccolo di tutti. Qui, viene paragonato al Regno dei Cieli dal Cristo, dal momento che si trasforma in una pianta abbastanza grande da poter dare riparo agli uccelli. Come non ricordare, la parabola del seminatore, ove i semi caduti nella terra fertile, sono le persone che “dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza”.
I semi di melograno, legati al culto della Grande Madre (vedi anche qui), oltre a richiamare l’idea di abbondanza e fertilità, sono simbolo di onestà e giustizia presso il popolo ebraico, poiché sarebbero circa 613 per frutto, come i Mitzvot.
Infine, rappresentano anche la rigenerazione: mangiati dalle anime del mondo sotterraneo, i semi di melograno erano in grado di ridare loro la vita.
A Demetra erano offerte “teste di papavero” poiché producevano numerosi semi (come la Terra), aventi proprietà narcotiche a richiamare il mistero dei mesi in cui la natura riposava.
Per quanto riguarda i semi della mela Robert Ambelain scrisse: “Il pomo, anche ai nostri giorni, nelle scuole iniziatiche, è il simbolo della conoscenza poiché, tagliandolo in due (nel verso perpendicolare all’asse del peduncolo), vi si trova un pentagramma, tradizionale simbolo del sapere, disegnato dalla disposizione stessa dei semi”. Interessante notare l’attinenza mela/Eva/strega, il frutto proibito che colto da una donna porta al distacco dei nostri antenati dall’unione col Padre nell’Eden (vedi archetipo Beth).
Altri semi particolari, sono quelli dello Stramonio che potevano essere degustati alla “mensa del Sabba” in compagnia di terribili streghe, che lo utilizzavano nei loro incanti. Per rendersi invisibili si servivano invece, di quelli dell‘Aconito.

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Lux

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