Gli Arcani Maggiori (I-X)


significato tarocchi dal primo al decimo arcanoIl grado 1 dei Tarocchi può essere rappresentato da “Il Mago” che raffigura un giovane nel pieno delle sue potenzialità, ma che è in dubbio su cosa scegliere. Il grado 1 ha bisogno di muoversi, di iniziare ad agire nella realtà, altrimenti si finisce per essere creature in perenne inizio, incapaci di compiere delle scelte. In questo modo il potenziale resta inesistente e privo di realizzazione. Il primo passo si muove con la Papessa.
Il grado 2 è rappresentato dalla Papessa, simbolo di accumulo, gestazione, attesa.
Nel grado 3 troviamo l’Imperatrice, carta attiva, in cui c’è un’esplosione creativa. Se dal 2 si passa al 3 l’energia accumulata trova forma, c’è una sorta di schiusa, un progetto prende vita. Se il 2 è in conflitto col 3 sovviene l’esitazione fra il fare e il non fare, la paura di agire, la clausura subita e non scelta. Se dal 3 si torna al 2, qualcosa in cui si è investita una grande energia in modo impulsivo, ricade nell’inerzia e fallisce (regredisce allo stadio iniziale).
Per realizzarsi il 3 deve passare al 4: l’azione creativa dev’essere consolidata dall’esperienza, dalla sicurezza. Se dal 4 si torna al 3 è il fallimento dell’età adulta, un’eterna adolescenza.
Il grado 4 è l’Imperatore, ancorato alla materia che regna sui suoi possedimenti.
Dal 4 si passa al 5, che aspira al quadrato Cielo, ma non ne fa parte. Il Papa funge da ponte, da transizione fra i mondi. Se il 4 genera il 5, la stabilità si apre a valori più nobili, più elevati, viene spiritualizzata, il benessere è condiviso, si fa qualcosa per gli altri. Il conflitto fra 4 e 5 indica una tensione fra materia e spirito, concreto e l’ideale. Se il 5 ricade nel 4, si perde la fiducia negli ideali e si torna alla sicurezza del passato; non avviene il superamento dei propri limiti.
Per realizzarsi l’ideale deve trovare le basi nella realtà, il 6 e iniziare a fare ciò che ama. Se il 6 ricade nel 5 è la delusione: è difficile tornare sulla Terra dopo aver provato il Cielo. Il grado sei, con l’Innamorato simboleggia il piacere, la bellezza, tutto ciò che supera le considerazioni materiali. Ciò che si sognava nel 5, si stabilizza nel 6. Ma nel sei c’è il rischio di adagiarsi nell’autocompiacimento.
Il 7 si basa sull’unione di spirito e materia ed è l’azione sul mondo (artistica, umanitaria, conquistatrice). Se dal 6 si passa al sette l’azione è basata sul piacere di fare. Se il 6 si oppone al 7, abbiamo un’azione fatta controvoglia. Se il 7 ricade nel 6, l’azione nel mondo cede il passo al narcisismo.
Il Carro per realizzarsi deve giungere all’otto: perfetta azione/perfetta ricezione. Se l’8 ricade nel 7 la perfezione era illusoria e torna il bisogno di agire. L’otto è la Giustizia e con la sua bilancia porta un perfetto equilibrio.
Il nove è attivo e ricettivo, rappresenta una rottura ma anche grande saggezza.
L’Eremita sa mettersi in discussione è capace di abbandonare qualcosa. Se l’8 genera il 9 c’è una crisi che genera il nuovo: il nono mese di gravidanza, il momento di dare alla luce. Il conflitto fra 8 e 9 indica che la perfezione è vissuta in modo opprimente o c’è il conflitto della coppia genitoriale con una madre castrante e un padre assente. Se il 9 ricade nell’8, c’è la paura della morte: non si mettono in discussione i problemi e si rimane in un perfezionismo immutabile. La paura può immobilizzare il 9. Rievoca anche una crisi fra la vita e la morte. O la si risolve o si scompare.
Il 9 evolve nel 10 che è il costante movimento ciclico, l’impermanenza. Camminando all’indietro, l’Eremita incontra la Ruota della Fortuna.
Termina un ciclo e ne inizia un altro. Nel Grado superiore, il Sole sfocia ne “Il Giudizio”, la nuova chiamata della coscienza. Il dieci poi, ritorna all’origine del ciclo successivo. La Ruota della Fortuna con la manovella indica un bisogno d’aiuto: a far girare il primo grado del prossimo ciclo è La Forza (XI).
Se ricade nel 9 c’è una situazione di resistenza, crisi perenne che blocca l’evoluzione: l’animale con la spada indica un enigma emozionale e se non si risolve, la Ruota torna alla crisi dell’Eremita, che vive nel passato e nella ripetizione perenne e ossessiva, nella nostalgia di ciò che avrebbe potuto essere. Se ci si ferma al 10 c’è un blocco senza via d’uscita e si rifiuta l’aiuto che permetterebbe di ripristinare il movimento. La forza non azionerà la manovella.

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