L’Aldilà dei Celti


DSCN0987-1In molte leggende celtiche, gli incontri con l’Aldilà sono comuni e si verificano quasi sempre per caso. Lo vediamo nelle leggende irlandesi dell’eroe Cuchulainn, nella leggenda della città sommersa di Ker-Ys, e nel racconto del paradiso celtico “Tir-n’an-Og”.
Il leitmotiv è l’unione tra il mondo dello spirito e il nostro mondo materiale.
L’Altromondo Celtico non è etereo; le leggi della fisica e del tempo lì mutano (le persone non invecchiano e la magia è più potente), ed è costituito da Terra, Vento, Fuoco e Acqua. Le creature che lo abitano, sono spiriti ma hanno una forma definita.
Questo perché secondo la filosofia druidica, fra i due mondi regna un equilibrio necessario.
Tracciando un parallelismo, anche Carl Gustav Jung riteneva fondamentale l’unità e l’equilibrio tra la mente conscia e inconscia. Secondo Jung, la mente è divisa tra conscio e inconscio, ed è ulteriormente lacerata dai vari aspetti della personalità.
C’è la persona (maschera), ossia quella parte di noi stessi che presentiamo al mondo.
C’è l’ombra, il nostro lato oscuro, e il nostro istinto, che celiamo. C’è la anima, il lato femminile dell’uomo; e vi è l’animus, il lato maschile della donna.
Dovremmo far fronte alle “forze oscure” affrontando la nostra ombra. Quando cerchiamo un compagno, vogliamo l’ideale rappresentato nell’anima/animus. Questi conflitti, fanno parte di un individuo in crescita e man mano che si matura vengono integrati in modo naturale; le persone col tempo, diventano più consapevoli.
Tale processo tuttavia, può anche arrestarsi. Per tale motivo, Jung diede vita alla psicoterapia, in modo da favorire l’armonico sviluppo dell’individualità e il reintegro di una psiche frammentata. L’obiettivo del processo è riequilibrare lo spirito e la ragione, il conscio e l’inconscio.
I sogni, portano alla luce l’individuo nella sua totalità, lì emerge tutto ciò che soffochiamo.
L’approccio alla vita dei Celti, perseguiva gli stessi obiettivi di Jung: il loro coraggio, il loro amore per la guerra, il valore che davano all’ospitalità, la loro abilità nella satira, la loro apertura ardente e sincera, e il loro amore appassionato per l’arte, la musica, e il pensare…questo popolo si è sforzato di unire i più contraddittori aspetti della vita. Comprenderli, comprendere le loro usanze, può aiutarci a capire meglio noi stessi.

Fonte: Rowan, Arthur; The Lore of the Bard: A Guide to the Celtic and Druid Mysteries.
Consiglio anche la lettura di questo testo, in particolare da p.163-176.

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