Il potere del cuore e delle mani


migliorare il karmaQuasi tutte le tradizioni spirituali hanno delle pratiche per equilibrare il karma– dalla penitenza cristiana, allo svolgimento delle mitzvah (buone azioni), all’Ottuplice Sentiero del Buddismo. A volte includono il servizio verso gli altri, il digiuno, la preghiera. Coinvologno il nostro cuore, la nostra mente e le nostre mani.
Abbiamo creato il karma col cuore, la mente e le mani e dobbiamo equilibrarlo nello stesso modo.
Le mani rappresentano le nostre azioni: compiute o incompiute, il modo in cui le usiamo per esprimere i sentimenti e nella professione.
Iniziate guardandovi intorno: aiutate chi ha bisogno di voi. Il dono di se stessi spinge a trasmutare il karma e progredire verso altri cicli dell’essere (Djwal Kul).
Equilibriamo il karma anche attraverso il cuore: lo appesantiamo in ogni momento di egocentrismo, freddezza, scarsa generosità, persino quando siamo incapaci di dare conforto. Come possiamo farlo?. Aprendo il cuore e donando con saggezza, senza aver paura di versare amore, anche quando l’amore viene rifiutato. Perché l’amore non viene mai rifiutato da Dio.
Ricordo che in passato, non capivo le ragioni che portavano un mio parente ad agire male nei miei confronti, così iniziai una profonda meditazione e chiesi aiuto: “Se ho agito male in un altro tempo, in un altra vita, in un altro luogo contro di lui, aiutatemi a ripararlo. Posso solo inviargli tutto il mio amore, la mia pace, la mia compassione, chiedere perdono”.Il giorno seguente, si presentò a casa mia, senza entrare e mi disse: “So che ami la fotografia, ti ho portato questo opuscolo, così puoi partecipare al concorso se vuoi”. Accettai e lo ringraziai. Da quel momento, cessò ogni incomprensione.
Quando il nostro cuore, dona in modo incondizionato ed è sincero siamo sempre nella giusta via. Se siete addolorati perché il vostro amore è rigettato, chiedete alle forze celesti di aiutarvi a comprendere il motivo della vostra sofferenza.
E’ bello, quando oltre ogni ostacolo riusciamo a riappacificarci con le persone a cui abbiamo fatto del male o che ne hanno fatto a noi, dare senza pensarci due volte, attenuare la sofferenza degli altri o almeno offrire ascolto.
Infine, possiamo equilibrare il karma anche attraverso l’uso della mente: creiamo karma positivo, quando usiamo pensieri e conoscenze per aiutare gli altri; facciamo cattivo uso del karma quando critichiamo o esercitiamo controllo anzichè sostenere, quando siamo intolleranti, quando usiamo la conoscenza per competere anziché condividere.
“Siamo quel che pensiamo”, disse Gautama Buddha. Non dobbiamo avere una considerazione fissa degli altri, ma tenere a mente la più alta visione positiva di noi stessi e degli altri. Questo crea l’attitudine e la realtà.

“La vera spiritualità, come ci viene insegnato nelle sacre tradizioni, trova equilibrio nella forza, nella correlazione tra il dentro e il fuori”.

Rabrindranath Tagore

 

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