Simbologia del Corbezzolo


leggende piante di san giovanniPianta solstiziale è anche il corbezzolo (Arbutus unedo), dato che ha i fiori bianchi e i frutti rossi.
Ovidio, nei Fasti, racconta che Carna era una ninfa gelosa della sua verginità. Giano, innamoratosi di lei, riuscì a possederla e per compensarla della perdutà verginità le concesse il divino potere di tutelare i cardini degli usci.
Un giorno Proca, l’erede al trono di Alba Longa, ancora lattante fu assalito dalle strigi: uccellacci dalla testa grossa e dagli occhi fissi, col becco rapace, le penne bianche e gli artigli a mo’ di uncino, erano secondo una credenza popolare riferita da Plinio donne trasformate per magia in uccelli.
La nutrice, atterrita dagli strilli, accorse alla sua culla e vide che il bambino era morente. Chiese allora aiuto alla dea Carna. Questa toccò per tre volte la porta con un ramo di corbezzolo e sparse l’ingresso d’acqua mista a un filtro magico; poi prese le viscere crude di una scrofa di due mesi, le offrì alle strigi perché se ne cibassero rispettando quelle del bimbo. Per questo motivo il corbezzolo è considerato anche una delle piante che respingono le streghe di San Giovanni.
La pianta compare nelle esequie di Pallante, compagno di Enea, per il quale viene preparato il letto funebre intrecciando un graticcio con verghe di corbezzolo e quercia. Probabilmente la presenza di questo arbusto dalle foglie sempreverdi potrebbe essere un augurio d’immortalità.

Bibliografia:

Lux

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