Quando Babbo Natale era donna


72f11c1852b401a234b37455145a75c5Il Caminetto
Perché Babbo Natale scende dal camino? Secondo la tradizione pagana, era Estia/Vesta, la custode del fuoco familiare e dea tutelare della casa. Nella tradizione germanica troviamo Hertha, la dea della rinascita, della salute, degli animali domestici, della fertilità e della magia. Fra i suoi attributi troviamo la neve e gli alberi. Hertha era attratta dal fumo proveniente dai focolari domestici, in cui si intrufolava per portare regali alle famiglie. Possiamo notare la somiglianza del nome Hertha con: “hearth” (focolare), “earth” (terra) e heart (cuore). La donna/madre è il cuore e la colonna portante della casa. Il nome ricorda anche la divinità Berchta o “la Splendente”. Le parole “peraht”, “berht” e “brecht” significano radioso, luminoso e/o bianco. Questa divinità presiedeva ai lavori femminili, in particolare alla tessitura. Era nota anche come la Donna del Gioco, figura mitica descritta nei processi per stregoneria. Con l’avvento del Cristianesimo “la Splendente” divenne…la Befana!

La slitta
Tacito, associò il culto di Nerthus a quello di Cibele/Madre Terra. Questa dea, correva col suo carro trainato da buoi e ovunque andasse, diffondeva pace e allegria. Infatti, durante i festeggiamenti in suo onore era interdetto l’uso delle armi. Al giorno d’oggi è Babbo Natale che col suo carro segna l’arrivo delle festività natalizie, periodo contraddistinto da sentimenti quali la pace, l’amore e il perdono.

La vigilia di Natale
Anticamente, la vigilia di natale si chiamava “La Notte delle Madri” e precedeva la festa di Yule. A Yule, nome che significa “ruota”, il vecchio sole, muore e si trasforma nel sole bambino che col suo calore, permette la rigenerazione di tutte le specie vegetali e animali in seno a Madre Terra, il grande utero cosmico. In Russia, durante il solstizio d’inverno, si onorava Kolyada, la dea della Terra, del Tempo e del Sole. Era lei, che con la sua slitta trainata da possenti cavalli, permetteva alle giornate di allungarsi fino all’estate. In Scandinavia, si celebrava il “Disablot”, festività in cui si invocava la protezione delle “Disir”, gli spiriti delle divinità femminili, tra cui le Valchirie e le Norne. Inoltre, ogni famiglia rendeva culto agli spiriti delle proprie antenate per propiziare il raccolto e la festa era conosciuta col nome di “Modranect” o Notte delle Madri.

L’albero di Natale
L’usanza di decorare la casa con alberi sempreverdi, corone e ghirlande, era comune a Egizi, Cinesi ed Ebrei. Gli abitanti dell’antico Egitto, durante il solstizio d’inverno ponevano rami di palma nelle 6842deb95be9677e8733e1bbd5e2b90cloro abitazioni, a simboleggiare il trionfo della vita sulla morte. Questa pianta era sacra a numerose Dee, quali Ishtar, Inanna e Nike/Vittoria. In Israele, i seguaci della dea Ashera, scolpivano alberi e pali sacri in suo onore. Nella saga vichinga “Erik il Rosso”, durante la Notte delle Madri, un veggente faceva visita agli abitanti del villaggio, portando con sé un palo decorato, mentre invocava gli spiriti dell’inverno. Il palo, richiama, l’albero di Natale o Albero Cosmico, che unisce cielo e terra, il piano umano a quello divino.

Baciarsi sotto al vischio
L’usanza di baciarsi sotto al vischio deriva, con tutta probabilità, dalla mitologia norrena. La dea Freyja, aveva un figlio, Baldr che fu ucciso da una freccia di vischio. Quando Baldr venne riportato in vita dagli dei, Freyja dichiarò, che da quel momento in avanti, per celebrare la rinascita del figlio, le persone si sarebbero dovute baciare sotto al vischio. Dal momento che la dea, tutelava l’amore, la fertilità e la prosperità, prima del nuovo anno (rinascita simbolica), ecco che migliaia di fidanzati, ancora oggi si baciano sotto ai famosi rametti della pianta, nella speranza che la loro unione duri per sempre.

Ancora convinti che il Natale sia una festa cristiana?

Bibliografia parziale:
www.revivingherstory.com/

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