Musica e fate: leggende


FB_IMG_1427912947471La musica sembra giocare un ruolo fondamentale per i viaggiatori dell’ “Oltremondo”, gli sciamani, che durante i loro incontri con gli spiriti o il piccolo popolo, ricevono in dono melodie o acquisiscono la capacità di suonare uno o più strumenti.
Almeno l’85% delle culture studiate, presenta leggende e tradizioni legate alle fate o spiriti locali.
In Irlanda, si narra che molte arie nello stile “sean nos”, siano state composte sotto l’influenza degli
Aes sídhe (persone dei mondi), che abitavano colline incantate, particolari alberi (biancospino) o zone dei boschi. La loro presenza era spesso segnalata da fiori, funghi o altri vegetali disposti in cerchio (cerchi delle fate). Era possibile scorgere gli Aos sí, in determinati momenti di passaggio come Samhain, Beltane e soprattutto fra il 21 e il 24 giugno.
In Scozia nelle Highlands, leggenda vuole che le prime melodie con la cornamusa furono composte dalle banshees. Il termine “banshee” significa “donna delle fate” e indica uno spirito femminile, con lunghi capelli ondeggianti, vestito interamente di bianco, verde o rosso. Può apparire mentre canta, piange o è avvolta da un velo. Si aggirerebbe attorno a paludi e fiumi, nelle sorgenti o nelle colline. Le banshee non si mostrano mai agli esseri umani, tranne quando stanno per morire.
Nelle pianure scozzesi, Inghilterra e negli Appalachi, le ballate “Riddle Songs,” sarebbero ciò che rimane di antiche melodie composte dalle fate.
Nelle isole Shetland e in Norvegia gran parte del repertorio musicale sarebbe stato creato da esseri simili ai troll: i “Trow”.
Le radici del Flamenco e della musica spagnola, si svilupparono in Andalusia grazie al compositore Ziryab, che disse di averle imparate da un “djinn”. I “genii” sono creature sovrannaturali che vivono in un mondo parallelo e possono essere benevoli o malefici.
In Nuova Zelanda i canti Maori sarebbero stati inventati dalle Patupaiarehe, spiriti della foresta che abitavano i boschi e le montagne circostanti.
In Gambia, a suonare il violino erano I “Fula”, giovani che entravano in estasi grazie ai “djinn”.
In Nicaragua e Colombia per far sparire un folletto (duende), ancora oggi si usa lasciare una chitarra fuori posto.
Nel deserto del Nevada il misterioso “uomo della montagna” avrebbe composto le canzoni “Shoshone”.
In Ecuadoe e in Perù, le canzoni sarebbero nate da “Nungui”, Madre Terra, per far giocare le persone.
In Romania, durante la notte di Mezza estate, vengono eseguiti i rituali di danza Sânziene, per onorare le omonime fate.

Fonte: http://www.kaade.net/Faetrad.html

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